Inter, Leonardo e Moratti degni di una favola dei fratelli Grimm

La conferenza stampa convocata da Leonardo, ormai ex allenatore dell’Inter, e le spiegazioni dell’addio ai nerazzurri date dal tecnico hanno dell’incredibile. Leonardo voleva l’Inter, Moratti non voleva Leonardo, Leonardo se ne va ringraziando Moratti. Cronaca di una storia degna dei fratelli Grimm più che di un campo di calcio

Poteva aprirsi un altro fronte di polemiche in casa interista, ma Leonardo, l’ultimo ex allenatore della squadra di Massimo Moratti (in ordine di tempo), dopo diverse settimane di silenzio, ha posto delicatamente una pietra sopra al suo ruolo nel club nerazzurro. Lo ha fatto durante la conferenza stampa indetta giovedì 7 luglio nei locali dello Stadio Meazza, spiegando “urbi et orbi” la propria posizione nella enigmatica vicenda.

In soldoni: nell’approssimarsi alla nuova stagione sportiva, dopo aver incassato la vittoria in Coppa Italia e lottato fino alla fine per riavvicinare il Milan in Campionato, con esiti negativi, Leonardo durante il meritato riposo ha ricevuto offerte dirigenziali dagli sceicchi neo proprietari del Paris Saint Germain Football Club. Di questo, il bel Leonardo, ha immediatamente avvisato Moratti, che non vedendo l’ora di disfarsi di un allenatore che in una catastrofica settimana era andato in confusione nel derby del possibile aggancio al Milan ed era stato ridicolizzato in Champions League da uno Schalke 04 qualunque, non pareva vero che questa possibilità gli venisse offerta su un piatto d’argento proprio dal suo dipendente.

Il patron interista ha, quindi, consigliato Leonardo ad approfondire il contatto francese, anche per il bene psichico dello stesso Leo, centrifugato dal ruolo di trainer vissuto ancora con ansietà e le permanenti dimostrazioni di ostilità da parte dei suoi ex tifosi rossoneri, ancora adirati per il “saltafosso” tra i cugini nerazzurri.
«Ma no presidente – avrebbe affermato l’ormai ex allenatore – io voglio continuare ad allenare Zanetti & co». Ma il presidente già non lo ascoltava più, perchè impegnato a telefonare a Bielsa. A questo punto il brasiliano si è trovato come quello, la cui fidanzata «partecipa a una riunione per andare in vacanza con altri».

Il timido ed elegante Leo si è quindi sentito di troppo in Via Durini e, parole sue, senza firmare per il Psg e senza licenziarsi dal suo club, ha pensato bene di volatilizzarsi, lasciando campo libero alla ricerca morattiana di un nuovo allenatore, che, dopo vari tentativi, ha trovato in Gasperini il suo ansimante finale. Ed è solo in quel momento che il contratto che legava Leonardo con Moratti è stato consesualmente rescisso, il 1° luglio scorso, con grandi pacche sulle spalle, lacrimoni e auguri di un brillante futuro. Manca solo un hollywoodiano “The End” e la telecamera che sfoca sui protagonisti che mano nella mano vanno incontro al sole che, luminoso, tramonta dietro le verdi colline.

Nella realtà, mentre Leonardo conferma che il rapporto tra lui e Moratti è paragonabile a quello tra un figlio e il padre, i numerosi tifosi nerazzurri si domandano, dopo aver passato giorni di sbandamento, allibiti da un tale susseguirsi di eventi, all’inizio di una campagna acquisti problematica, perché la Società Internazionale Football Club non possa essere una normale società di calcio, ma appartenga sempre di più a un mondo di favole, che farebbe invidia alla fantasia dei fratelli Grimm.