Indonesia. I cristiani, senza chiese, festeggiano Natale nella giungla

Le chiese dei cristiani di Aceh sono state demolite nel 2015 e da allora il governo ha negato i permessi per ricostruire. Nel West Sumatra, invece, i cattolici hanno sospeso la Messa per protesta: «Fino a quando saremo trattati così?»

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Anche nelle foreste dell’Indonesia, a Natale, risuona il canto: “Astro del ciel, pargol divin”. A intonarlo sono i cristiani di Aceh, costretti a edificare costruzioni di fortuna nella giungla dopo che le loro chiese sono state demolite dai musulmani quattro anni fa. Nel 2015 dieci chiese, alcune delle quali risalivano agli anno ’60, sono state distrutte perché, almeno ufficialmente, non godevano dei corretti permessi di costruzione. Da allora i cristiani hanno cercato di ottenere questi permessi, invano.

Aceh è l’unica regione dell’Indonesia dove vige la sharia e in base ai nuovi regolamenti approvati negli anni scorsi dal governo locale, i cristiani possono costruire chiese solo se ottengono il permesso anche da 100 non cristiani della zona dove deve sorgere il tempio. Permesso che però non arriva mai.

«PER NOI CRISTIANI LA COSTITUZIONE NON VALE»

«Ricordo quel giorno del 2015 quando hanno demolito la mia chiesa», racconta alla Bbc Martina Berutu, cristiana. «Eravamo tutti così tristi e così spaventati. L’hanno distrutta e il mio cuore si è spezzato. Ora non abbiamo più un posto dove andare a pregare». Alcune chiese sono state demolite dalla polizia, altre dalla folla inferocita.

Ora i cristiani di Aceh pregano nella foresta: «La nostra Costituzione è plurale e garantisce uguaglianza a tutti. Ma per noi cristiani qui ad Aceh quella Costituzione non vale», spiega Boas Tumangger, leader di una comunità cristiana. Ma i cristiani di Aceh non sono gli unici a subire l’ostruzionismo delle comunità islamiche locali.

NIENTE MESSA A NATALE

In un villaggio della provincia di West Sumatra, Kampung Baru, vicino a Dharmasraya, il Natale non sarà celebrato. Circa 30 cattolici avevano chiesto il permesso per riunirsi in una struttura temporanea, non avendo una chiesa, ma il governo locale l’ha negato. Di conseguenza, come forma di protesta, i cattolici hanno annunciato che non festeggeranno il Natale.

Il leader della comunità cattolica, Maradu Lubis, ha spiegato a Bbc Indonesia che per il terzo anno consecutivo a inizio dicembre ha chiesto al governo di celebrare il Natale in una struttura del villaggio. Ma per la terza volta, i vicini musulmani hanno negato il permesso. «Fino a quando saremo trattati in questo modo?», si chiede Lubis. «Il governo ci ha risposto dicendo che non c’è alcun bisogno di fare una Messa per festeggiare il Natale».

Jumain, leader del villaggio, ha dichiarato che non intendeva proibire a cattolici e protestanti di celebrare il Natale. «Ognuno può farlo a casa sua», ha detto. «Se i cristiani vogliono festeggiarlo insieme, possono andare al fiume Rumbai, è a solo mezz’ora di distanza da qui. Oppure possano andare a Sawahlunto, dove c’è una chiesa, dista solo due ore da qui». I cattolici sono stanchi di essere discriminati e quest’anno, per protestare, hanno annunciato che non ci saranno celebrazioni di Natale.

Foto Ansa