Indagini sulla sanità in Regione Lombardia. Ma quali sono i fatti?

Dei tre progetti contestati, due non sono stati né autorizzati né ammessi a finanziamento e il terzo è stato approvato con delibera dopo essere stato validato da un qualificato organismo consultivo

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“Appalti su misura nella Sanità lombarda. Indagato il direttore”. “Sanità, indagato per aste truccate il braccio destro di Formigoni”. Questi i titoli che, rispettivamente, stamattina compaiono su Corriere e Repubblica. Il direttore generale dell’assessorato alla sanità Carlo Lucchina è indagato con un’altra trentina di persone per «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» e «associazione a delinquere». L’accusa è, nella sostanza, quella di aver preparato dei “bandi su misura” per favorire aziende e progetti di sperimentazione clinica.

Sui giornali si cerca di ricostruire quali siano questi bandi, anche se, come ammette il Corriere, «cosa ci sia nell’informativa si intuisce solo in parte». I titoli e il tono degli articoli, però, non paiono essere così dubitativi. Quali sono, dunque i fatti? Già ieri Regione Lombardia ha diramato una nota ufficiale che mette un po’ d’ordine tra le tante ipotesi o “intuizioni” (per dirla col Corriere) apparse sui giornali.

«In riferimento alle indagini di cui si è avuta notizia oggi – dice la nota di Regione Lombardia –, in merito ad alcuni progetti di sperimentazione in campo sanitario, si chiarisce che “dei tre progetti oggetto di indagine, solo uno, intitolato ‘L’ecoscopio: un nuovo strumento diagnostico per completare la visita medica dall’ambulatorio di medicina generale all’Ospedale’, è stato finanziato con 1,1 milioni di euro dalla Giunta regionale, con una delibera del 23 dicembre 2010, dopo essere stato validato da un qualificato organismo consultivo, ossia un Gruppo di approfondimento
tecnico, in cui siedono esperti della materia. Gli altri due progetti oggetto di indagine non sono stati né autorizzati né ammessi a finanziamento da Regione Lombardia”. “Il progetto finanziato era stato presentato da varie aziende ospedaliere (Niguarda e Lecco tra le altre). Come da obblighi di legge, le apparecchiature (ecoscopi) da mettere a disposizione dei medici ospedalieri di medicina generale e di medicina interna dovevano essere poi acquisiti mediante gara pubblica. Le elaborazioni e le indicazioni circa le caratteristiche tecniche delle apparecchiature da acquistare
sono state stabilite in piena autonomia dalle strutture complesse dell’Azienda ospedaliera Niguarda e dell’Azienda Ospedaliera di Lecco. La gara è stata poi effettuata tramite procedura negoziata (ex art. 57, comma 2, del d. Lgs 163/2006). Come previsto dalla legge, sono stati chiesti progetti e preventivi a 5 aziende. Due non hanno risposto. Dei restanti 3 progetti concorrenti, solo uno è stato giudicato conforme alle caratteristiche tecniche richieste».

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