In questa moneta da 2 euro c’è la vittoria di un popolo sulla sottile violenza anticristiana dell’Europa

Il «valore simbolico notevolissimo» di uno spicciolo che riproduce Cirillo e Metodio, i santi evangelizzatori della Slovacchia. E che Bruxelles voleva censurare

Francesco D’Agostino racconta in un articolo pubblicato da Avvenire che i partecipanti al Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), svoltosi a Bratislava dal 3 al 5 ottobre, hanno ricevuto «un omaggio singolare: una moneta da 2 euro». Si tratta, scrive il giurista, di «una moneta dal valore simbolico notevolissimo». Infatti «sulla sua faccia, per dir così “nazionale”, quella che varia da Paese a Paese (per capirci, quella sulla quale nella moneta italiana da 2 euro è inciso il volto di Dante) appare l’immagine, iconograficamente consolidata e amatissima dagli slovacchi, dei due santi fratelli Cirillo e Metodio».

LA BATTAGLIA IN COMMISSIONE. Come i lettori di tempi.it sanno già, i due euro di Cirillo e Metodio sono stati voluti dalla Slovacchia per celebrare il 1.150esimo anniversario dell’inizio della predicazione degli evangelizzatori di quella terra. Inizialmente ostacolato dalla Commissione europea perché non sufficientemente “neutrale” dal punto di vista religioso (dal momento che i due santi compaiono sulla moneta con tanto di croce e aureola), il bozzetto alla fine è stato approvato grazie all’ostinazione degli slovacchi. Proprio da tale vittoria deriva il «valore simbolico notevolissimo» di questo spicciolo, nota D’Agostino.

CHIESE NEL MIRINO. Tuttavia «contemplando la moneta – aggiunge l’autore dell’articolo – non è possibile non avvertire un senso di inquietudine. Essa è il segno di come emergano, in Europa, forme di insofferenza nei confronti del cristianesimo (anche e soprattutto da parte di organi istituzionali), che si stanno moltiplicando da quando la battaglia per il riconoscimento delle radici cristiane del nostro continente non è andata a buon fine». Insofferenza che purtroppo resta «pressoché sconosciuta» all’opinione pubblica e «comunque ben poco citata», nonostante il fatto che, «ad esempio, nel solo 2012, ben l’84 per cento di tutti gli atti vandalici compiuti in Francia ha avuto come bersaglio chiese cattoliche».

CHI SONO I PERSECUTORI? «Al di fuori dell’Europa», osserva infine D’Agostino, le persecuzioni dei cristiani sono «violente e brutali», ma qui, in casa nostra, la situazione non è molto migliore. Nella nostra Europa, infatti, agisce in una maniera «ben più diabolica la violenza occulta di chi opera per manipolare le coscienze e per indurre le vittime a credersi in colpa e ad assolvere i loro persecutori. La pretesa “europea” di escludere la tenerissima icona di Cirillo e Metodio dalla faccia di una moneta, come se fosse veicolo di indebito e colpevole proselitismo, è nella sostanza, anche se non nella forma, equivalente a una pretesa di estrema violenza, quella di sradicare la stessa memoria storica del Vangelo e di come esso abbia plasmato i popoli slavi. Su questo punto certa Europa, e i suoi burocrati, stanno dando prova di intolleranza, proprio quando, persino con arroganza, dichiarano di operare come un faro di libertà nel mondo contemporaneo».