In Lombardia mancano 576 presidi. «Difficile sistemarsi per settembre»

Tra pensionamenti, distacchi sindacali e ricorsi, saranno solo 648 i dirigenti scolastici in servizio per 1224 istituti. Sembrano improbabili nuove nomine entro l’inizio dell’anno scolastico.

In Lombardia c’è carenza di presidi. Questi i dati: nei 1224 istituti scolastici – 61 in meno dello scorso anno per effetto del ridimensionamento – vi sono soltanto 648 dirigenti in servizio, ovvero 576 in meno dell’effettivo bisogno. Mancavano all’appello – nell’anno 2010/2011 – 407 direttori scolastici. Una mancanza allarmante, che preoccupa il panorama scolastico per l’anno venturo. Circa una trentina di presidi, infatti, non sono in servizio per distacco sindacale, un’altra sessantina andrà in pensione. Altri 60 istituti sottodimensionati – con meno di 600 alunni – avranno a disposizione un responsabile esterno, che ricopre già la presidenza di un’altra scuola. Lo stipendio di queste figure non viene raddoppiato, godranno di un’indennità.

A danneggiare ancora di più la già precaria situazione della scuola lombarda, arriva anche l’annullamento di un concorso per presidi. La prova, atta a selezionare 355 idonei, non è valida perché le buste usate durante le prove scritte e contenenti i dati anagrafici dei candidati erano trasparenti. In forza di questo vizio procedurale, 101 aspiranti-direttori hanno ottenuto che il Tar bloccasse l’iter. «È una forma di giustizialismo esasperato» dichiara a tempi.it Giancarlo sala, dirigente scolastico del liceo scientifico “Banfi” di Vimercate e vicepresidente dell’associazione di docenti Diesse Lombardia. «La speranza è che l’ufficio regionale scolastico e il Ministero si oppongano con ogni strumento alla sospensione globale del concorso. Altrimenti, sarà difficile trovare una soluzione per settembre».