I limiti del personalismo trumpiano tutto deal e niente diplomazia e il ruolo crescente del segretario di stato che cerca di dare una svolta alle scelte di Washington. Rassegna ragionata dal web
Il segretario di stato americano, Marco Rubio, con il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani (foto Ansa)
Su Atlantico quotidiano Max Ballestra scrive: «Come ha detto in un’intervista televisiva l’inviato speciale per il Medio Oriente (e segretario di Stato non ufficiale) di Trump Steve Witkoff: “Il presidente crede che la forza della sua personalità possa indurre le persone a fare le cose in un modo molto migliore”.Trump crede insomma di poter semplicemente risolvere conflitti e crisi dicendo alle parti in causa cosa deve succedere, e che quelli non sapranno rifiutarglielo solo perché è lui. Sembra considerare i conflitti come equivoci che creano inconvenienti per la sua amministrazione. Non ne comprende le ragioni strategiche e pensa che, come un bidello a scuola, possa semplicemente dire agli scolari di smettere di menarsi e stringersi la mano. Un piano semplice, ma insufficiente nel mondo degli adulti delle relazioni internazionali. Il risultato è che nessuno lo ascolta se proprio non ci è costretto».
Ballestra inquadra bene il grave limite personalistico della politica (politica per c...
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