Il terrore non dà tregua alla Germania

Dopo l’attentato di Monaco, un rifugiato siriano a cui era stato rifiutato l’asilo politico si è fatto saltare in aria ieri sera ad Ansbach. Poche ore prima, a Reutlingen, un altro rifugiato siriano uccideva con un machete una donna

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tratto dall’Osservatore Romano – Ancora violenza e terrore in Germania dove prosegue la scia di morte che sta insanguinando l’Europa. Un rifugiato siriano che aveva tentato più volte il suicidio e a cui era stato rifiutato l’asilo politico un anno fa è l’autore dell’attentato esplosivo avvenuto ieri sera ad Ansbach, all’ingresso del luogo dove si doveva tenere un concerto con 2500 spettatori. L’uomo è morto, ferito dal suo stesso ordigno che ha inferto lesioni anche gravi ad almeno dodici persone nella cittadina a quaranta chilometri da Norimberga. È l’ultimo tassello di un weekend da incubo per la Germania. Poche ore prima, a Reutlingen, un altro rifugiato siriano, ventuno anni e in attesa di asilo, uccideva con un machete una donna e feriva altre due persone.

Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, si è detta «sconvolta per le violenze» ad Ansbach e a Reutlingen, come ha riferito oggi il portavoce del cancelliere tedesco, che si trova nella sua casa a Uchermark dove «viene aggiornata dagli inquirenti in tempo reale». In riferimento all’attentato di Ansbach, il ministro dell’Interno della Baviera, Joachim Herrmann, che in un primo tempo aveva escluso la matrice islamista del gesto, ha successivamente spiegato che «è molto probabile, secondo la mia opinione personale, sfortunatamente, che questo sia stato in realtà un attacco suicida di matrice islamista».

Per quanto attiene ai fatti di Reutlingen, si indaga invece sul movente passionale. L’attentatore di Ansbach, ha spiegato ancora il ministro, intendeva farsi esplodere all’ingresso di un festival musicale. Tuttavia l’uomo, che è morto, non è riuscito nel suo intento. L’esplosione ha creato una voragine. Non si capisce chi abbia dato l’esplosivo al siriano. Sono in corso rilievi per capirne l’origine. È stato trovato il cellulare dell’attentatore e sono in corso ricerche per capire chi l’attentatore suicida abbia contattato prima dell’esplosione. Come detto, l’attentatore di Ansbach aveva tentato il suicidio due volte ed era stato anche ricoverato in un ospedale psichiatrico. Non è ancora chiaro se l’uomo ieri abbia agito con un intento suicida o voleva uccidere.

Per quanto riguarda invece il massacro di Monaco, gli inquirenti hanno appurato che Ali Sonboly preparava minuziosamente la sua strage «da un anno»; aveva un piano dettagliatissimo che ha lasciato nella casa dei genitori come un testamento. Ed è venuto fuori anche un possibile complice: un amico di 16 anni arrestato dalla polizia con l’accusa di essere a conoscenza del piano omicida e, forse, di aver partecipato anche all’adescamento delle giovani vittime sul web.

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