La storia dostoevskiana dell’iraniano Rosoulof, ben diretto ma bislacco “La città proibita”, “Porky’s” una ciofeca, notevole “The Homesman”
Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.
Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante
Il seme del fico sacro ★★★★
Di Mohammad RasoulofDove vederlo: al cinema
A Teheran, in uno scenario instabile dominato dalle proteste studentesche, la promozione di un funzionario dello Stato a giudice istruttore avrà un effetto sconvolgente sulla sua famiglia. Gran film, diviso in due: la prima parte segue, col solito piglio documentaristico di tanta parte del cinema iraniano, la difficile nuova vita di un capofamiglia che, pur animato da nobili intenti, si trova coinvolto nelle cattive pratiche del regime islamico, per usare un eufemismo. Sullo sfondo, le figlie e la moglie non sanno, o non vogliono, prendere una posizione. La seconda parte è una terribile discesa agli inferi che coinvolge tutto e tutti: pare più un thriller dell’...
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