Il razzismo contro il professor Blangiardo

La nomina alla presidenza dell’Istat del bravo professore è contestata perché è «cattolico, pro life, leghista e vicino a Cl». Mavaffanbagno, dai

  • 872
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    872
    Shares

Gian Carlo Blangiardo è colpevole di avere delle idee. Delle idee “sbagliate”, par di capire. Repubblica e tutto il caravanserraglio dei giornali di sinistra sta montando la panna sulla sua nomina a presidente dell’Istat, fortemente contestata dalla Cgil: «È a rischio l’indipendenza e l’imparzialità della statistica ufficiale». Addirittura, e perché mai?

LA COLPA DI BLANGIARDO

Attenzione, la “colpa” di Blangiardo non è di non avere un curriculum adatto a ricoprire quel ruolo. Da questo punto di vista, il nostro professore ordinario di demografia dell’Università di Milano Bicocca ha tutti i titoli per sedere sulla poltrona più importante dell’ente. No, la colpa di Blangiardo è di essere «cattolico, leghista, vicino a Comunione e liberazione» (che poi, che diavolo vorrà mai dire questa frase lo sa Dio), addirittura di «scrivere editoriali su Avvenire». Su Avvenire, capito? Manco fosse un black bloc sfasciavetrine, un affiliato di Al Qaeda, un brigatista rosso. È intervenuto spesso anche su Tempi, sapete? Arrestatelo subito, mettetelo ai ceppi!
Questo è razzismo. Razzismo cristallino di chi crede che lo Stato sia roba sua e, dunque, fuori i barbari da casa nostra. Mavaffanbagno, dai. Non è casa vostra, amici di Repubblica e della Cgil.

MICA È BOERI

A leggere i comunicati del sindacato rosso e le parole dei giornali c’è da trasecolare. Blangiardo non va bene perché è denigratoriamente definito un pro life. È contro l’aborto, fa parte di Scienza e vita, partecipa a convegni e iniziative politiche e culturali a cui lo invitano. Tutto questo è una “colpa”, secondo loro. Invece se Tito Boeri – che è dei “loro” – usa la sua carica di presidente dell’Inps per prepararsi un futuro politico, allora no, tutto ok, tutto legittimo, lui lo può fare. Mavaffanbagno, dai.

LUI È IL MALE, LORO IL BENE

Chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale, chiunque abbia partecipato mai a un convegno in cui parlava come relatore, sa che Blangiardo è uomo di una pacatezza e preparazione straordinaria. È uno studioso, parte dai numeri e ne offre delle interpretazioni. Quando spiega perché non ama provvedimenti come lo Ius soli, si preoccupa anche di fornire dei dati e un’interpretazione. Ha delle convinzioni e non le nasconde? Ma vivaiddio che lo faccia, non è mica un ruffiano. La cosa importante, però, è che le suffraga con delle motivazioni. Perché sulle motivazioni i suoi avversari tacciono? Perché sulla sua preparazione non hanno niente da dire? Perché il loro è razzismo, appunto. La colpa di Blangiardo è di essere Blangiardo. Non ha fatto niente di male, lui è il male perché loro sono “il bene”. Mavaffanbagno, dai.

FASCISTI ROSSI

Ci rompono le balle un giorno sì e l’altro pure col “pericolo fascismo”, il “ritorno dei rigurgiti populisti”, i “movimenti medioevali al potere” e poi perdono la trebisonda davanti a una semplice nomina di un professore con tutte le stellette a posto per ricoprire quel ruolo. I fascisti sono loro, fascisti rossi, la peggior specie di fascismo che esista su questa terra. Mavaffanbagno, dai.

Foto Ansa

  • 872
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    872
    Shares