L'inchiesta dell'esercito ha messo in luce le carenze della difesa israeliana. «È venuto per loro il momento di dire: "Abbiamo sbagliato"», scrivono i quotidiani. Ma è ciò che Netanyahu non vuole fare
I corpi senza vita di alcuni israeliani massacrati dai terroristi di Hamas lo scorso 7 ottobre nel kibbutz Kfar Aza (foto Ansa)
Era quello che Benjamin Netanyahu temeva. I primi risultati dell'inchiesta dell’esercito israeliano (l’Idf, Israel defense forces) confermano quello che da più parti era stato detto: per vent’anni sono stati ignorati i rapporti di intelligence sulla crescita di Hamas a Gaza, sulle intenzioni della fazione fondamentalista, sulla preparazione dei terroristi. Hanno studiato e costruito alla luce del sole l’attacco del 7 ottobre, postando le minacce sui social. Non solo razzi e missili sui kibbutz, ma un'invasone di massa. Almeno cinquemila hanno fatto irruzione dilagando verso i kibbutz e le cittadine a ridosso della Striscia, travolgendo le basi militari e i soldati e uccidendo 1.200 israeliani e rapendone 251.
Si conoscevano già fin troppo bene i macabri dettagli del massacro, ora il materiale reso pubblico dall’Idf rivela in maniera ufficiale il colossale fallimento della difesa israeliana. «La divisione militare a cui era affidata la sorveglianza e la sicurezza del settore Sud e di G...
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