Il premier Ghannouchi si dimette, la Tunisia ricomincia daccapo – Rassegna stampa/1

Centinaia di arresti tra venerdì e sabato in Tunisia, cinque morti per gli scontri con la polizia: la situazione rimane tesa, dopo la caduta del dittatore Ben Ali si è dimesso ieri il premier Ghannouchi. Al suo posto l’ex ministro degli Esteri, durante il governo dell’ex presidente Bourghiba, Beji Caid Sebsi

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La caduta del regime di Ben Ali non è bastata per far tornare la calma in Tunisia e per le strade di Tunisi. Il premier ad interim Mohammed Ghannouchi, che aveva preso il posto il 14 gennaio del dittatore Ben Ali, è apparso ieri in Tv per annunciare le sue dimissioni.

“Smorzata l’euforia per la cacciata del vecchio tiranno in doppiopetto, la Tunisia si è trovata quindi quasi daccapo. Con la gente in piazza a invocare riforme politiche  e lavoro: venerdì 88 persone erano state arrestate, sabato altre cento. Cinque i giovani morti negli scontri con la polizia. Una situazione insostenibile per il premier Ghannouchi della transizione che ieri si è difeso: «Non sono un uomo della repressione» ha spiegato aggiungendo di andarsene per favorire «un clima migliore per una nuova era»” (Stampa, p. 11).

Al suo posto è stato nominato, dal presidente della Tunisia Fouad Mebazza, Beji Caid Sebsi, ex ministro degli Esteri durante il governo del presidente Bourghiba, che ha guidato il paese dal 1957 al 1987.

“La notizia delle dimissioni di Ghannouchi è stata accolta in silenzio dalle migliaia di persone che da giorni stanno effettuando un sit-in sulla piazza della Casbash di Tunisi. Molti di questi […] vogliono continuare la protesta per convincere l’intera compagine governativa a lasciare. Le azioni distruttive a Tunisi non si sono comunque placate. Appena Ghannouchi si è dimesso, si sono uditi colpi di arma da fuoco e colonne di fumo si sono alzate da diversi punti. E si registrano altri saccheggi” (Stampa, p. 11).

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