Il “ministero del futuro” dove si lavora per «organizzare il Bene del domani» (e la battuta di Churchill)

Uno strano reportage di Repubblica magnifica l’idea burgessiana del governo svedese come il paradiso in terra. E invece è il Mondo Nuovo

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola  (vai alla pagina degli abbonamenti) – L’inviato di Repubblica è stato a Stoccolma al Ministeriet foer strategi-och framtidsfragor, un ministero che il giornalista definisce «magico». «La mia missione è il futuro», ha spiegato Kristina Persson, titolare del dicastero il cui compito è «controllare come si progetta e ripensa la vita, dettare legge su come si resta o si diventa insieme sempre più moderni e solidali, come vincere con Saggezza e Bene» (le maiuscole sono dell’autore).

In questo luogo incantato, dove non esistono fannulloni ma solo «perfezionisti implacabili», si lavora ogni giorno per «migliorare l’Avvenire» e «organizzare il Bene del domani» affinché le forze del male (guarda caso: «Voldemort Putin») non prevalgano. Che poi, stringi stringi, significa vigilare che ogni azienda e segmento della società sia green e gay-friendly.

Il paradiso in terra, insomma, che è pur sempre un bell’obiettivo, se non fosse che qualche termine ricorda molto da vicino certi racconti di Philip K. Dick e certe pagine de Il seme inquieto di Anthony Burgess.

A noi vengono da ripetere le parole che pronunciò Winston Churchill al Mit di Boston in occasione del suo viaggio al termine della Seconda Guerra mondiale. Osannato come il salvatore della civiltà per aver sconfitto Hitler, dopo il discorso del rettore che prefigurava un futuro senza più guerre, dove il mondo avrebbe funzionato come un meccanismo perfetto, Churchill si alzò in piedi e pronunciò solo poche semplici parole: «Spero per allora di essere già morto».

Foto Ansa

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