Il governo taglia in Lombardia, ma finanzia le inefficienze di altre Regioni

Intervista all’assessore lombardo Raffaele Cattaneo, che non ci sta ai tagli imposti dalla spending review e denuncia un diverso trattamento per Campania, Calabria e Puglia.

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Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e mobilità della regione Lombardia, spiega a tempi.it i tagli imposti dalla spending review che non solo toglie alla Regioni efficienti, ma elargisce a quelle inefficienti. In pericolo c’è «la partecipazione popolare dal basso» e una politica che riporti «ad un centralismo burocratico e inefficiente». Con Roberto Formigoni e Lega avanti fino al 2015, nonostante il «golpe mediatico in atto dal tribunale dei giornali».

Assessore Cattaneo, la spendig review, delinea un elevato taglio per la Lombardia e in particolare nel settore trasporti. Taglio di costi o di servizi?
E’ un vero e proprio taglio dei servizi, confermato da un dato su base nazionale che toglie ogni dubbio: nel 2010 il Governo ha trasferito alle regioni per il servizio al trasporto pubblico ferroviario 2 miliardi e 55 milioni di euro, nel 2013, a valle della spending review, l’importo scenderà a 200 milioni. L’esecutivo nazionale ha tagliato in tre anni il 90 per cento dei contributi. E’ lecito domandarsi se questi fossero tutti sprechi. Non una riduzione così strutturata occorrerà smantellare il trasporto ferroviario per i pendolari. Siamo alla soppressione dei servizi essenziali per i cittadini senza dei quali la mobilità, soprattutto in un’area come la Lombardia, diventerà impossibile.

Mi perdoni, ma nei tagli alle regioni non si considera l’efficienza dei servizi offerti?
Questo è l’aspetto più paradossale e inquietante. Nel 2012 si tagliano 700 milioni e tale diminuzione avrà una ripercussione pesante sul trasporto pubblico locale. Il paradosso è che con il decreto 83, varato dieci giorni prima dall’approvazione della spending review, venivano dati 240 milioni per coprire le perdite delle ferrovie regionali di Campania, Calabria e Puglia che altrimenti, sarebbero andate in default. Allo stesso modo, in questi giorni, si parla di ricoprire il buco della Sicilia per 400 milioni. Non è che ci stanno spacciando per taglio agli sprechi ciò che taglio agli sprechi non è? Ma inquietante è che contemporaneamente assistiamo ad un rifinanziamento dei veri sprechi.

Secondo lei, qual è la ragione di fondo di tale modus operandi?
E’ un consistente taglio alle forme della democrazia rappresentativa e alle autonomie che invece dobbiamo avere a cuore e difendere. Dietro alla scusa dei tagli agli sprechi, il governo Monti sta smantellando il sistema delle autonomie: hanno chiuso le province, hanno affamato i comuni, adesso è il turno delle regioni e stanno rendendo impossibile qualunque forma di partecipazione popolare dal basso riportando tutto ad un centralismo burocratico e inefficiente.

Le sue parole indicano anche un problema politico e non solo l’esigenza di far quadrare i conti.
E’ arrivato il momento in cui la politica deve dare una risposta. Il governo Monti è figlio delle debolezze della politica e in particolare delle debolezze del governo di centrodestra dietro alle quali non possiamo nasconderci. Se il governo Berlusconi avesse fatto quello che avrebbe dovuto fare, oggi probabilmente non avremmo un esecutivo tecnico, ma questo non ci esime dal comprendere cosa sta accadendo nella struttura dell’organizzazione dei poteri del nostro paese dietro le scelte del governo Monti.

Entrando nel merito della politica lombarda, Formigoni ha fatto sapere che si dimetterà in caso di condanna in primo grado. C’è preoccupazione da parte vostra?
Prima di tutto Roberto Formigoni fino ad oggi non ha ricevuto nessun avviso di garanzia e condivido pienamente le valutazioni del presidente, in particolare ritengo sorprendente che si contestino dei reati presunti a Formigoni – che al momento non è indagato – commettendo dei reati certi. La pubblicazione sui giornali di informative riservate e neanche arrivate – sembrerebbe – alla procura della Repubblica, è un reato oggettivo certo. In sintesi: con delle azioni contra legem si contestano dei reati a Formigoni.

E così si arriva alle dichiarazioni sul golpe mediatico.
Fa bene il presidente a parlare di golpe: che sia la magistratura inquirente e giudicante a fare il  lavoro dei giudici e non i giornali. Formigoni è andato a processo dieci volte da quando è presidente della Lombardia ed è sempre stato assolto con formula piena. Per dieci volte c’erano dei pubblici ministeri che lo ritenevano responsabile di presunti reati che, alla prova dei fatti, la stessa magistratura giudicante ha smontato.  Sarà  essere così anche questa volta, ma ripeto, la magistratura faccia il suo lavoro e non i giornali al suo posto. Se ai giudici si sostituiscono i tribunali dei giornali è la democrazia ad essere in pericolo.

Quindi, avanti fino al 2015?
Sono convinto che in Lombardia la legislatura arriverà a fine mandato, sia perché il presidente sta resistendo con coraggio ammirevole al tentativo di spallata che quotidianamente riceve dai media che tentano la strumentalizzazione dell’opinione pubblica, sia perché non vedo ragioni politiche per far cadere questa maggioranza. E ce ne saranno ancora meno dopo le elezioni politiche del 2013. Mi sembra evidente che in quel momento sarà ancora più chiaro che Pdl e Lega dovranno continuare a governare la Lombardia come baluardo di un’esperienza di buon governo che ha dimostrato nei fatti di consegnare servizi efficienti a costi contenuti verso i propri cittadini.

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