Il formidabile idem sentire tra Giovanni Paolo II e don Giussani (e quella volta che a Wojtyla scappò detto “noi ciellini”)

Il Papa polacco e il fondatore di Comunione e Liberazione. Aneddoti e prodigi di una lunga e forte amicizia che ha cambiato la Chiesa

Giovanni Paolo II era un fan di don Giussani e un ciellino in incognito? Che sia stato amico e protettore del padre di Comunione e Liberazione non v’è alcun dubbio. Che considerasse Cl il movimento più vicino al suo modo di sentire e vivere la fede, anche questo è un fatto. E alla luce del sole. Come notato da Famiglia Cristiana (9/2006), «Wojtyla arrivò a dire parlando ai ciellini: “Il mio modo di vedere le cose è simile al vostro, anzi è lo stesso”». E «una volta gli scappò un “noi ciellini” che non era una battuta». In effetti, l’elezione di Giovanni Paolo II segnò l’approfondirsi di un’amicizia iniziata nel 1971 in Polonia. Incontro che, tra l’altro, inaugurò la tradizione, tutt’oggi viva, della partecipazione dei ciellini al pellegrinaggio mariano di Czestochowa.

Eletto papa il 16 ottobre 1978, Wojtyla ricevette in udienza privata Giussani già il 18 gennaio 1979. E il 31 marzo ospitò in Vaticano, nella imponente Sala Nervi, dodicimila universitari di Cl. Divenne tra l’altro consuetudine che i ragazzi di don Giussani si dessero appuntamento nottetempo, entro le mura vaticane, a festeggiare i “complemesi” del papa. Il 29 agosto 1982, il papa è al Meeting di Rimini e per tutti gli anni Ottanta-Novanta il rapporto tra il Pontefice e Cl fu quasi simbiotico. Culminò nella giornata dei movimenti del 31 marzo 1998 a Roma e rimane scolpito nella foto che ritrae il papa chinato ad abbracciare don Giussani inginocchiato ai suoi piedi.

Fu grazie a Giovanni Paolo II se Cl venne riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa, ancorata al movimento benedettino e difesa con lo scudo petrino dagli attacchi (soprattutto interni alla Chiesa) di cui Cl fu oggetto fin dal suo nascere. L’11 febbraio 2002, Giovanni Paolo II scrive a don Giussani una lunga lettera autografa, in cui si legge: «Il Movimento ha voluto e vuole indicare non una strada, ma la strada per arrivare alla soluzione di questo dramma esistenziale. La strada, quante volte Ella lo ha affermato, è Cristo… Il cristianesimo, prima di essere un insieme di dottrine o una regola per la salvezza, è pertanto l’“avvenimento di un incontro”». Questo riconoscimento del carisma di Giussani e dna ciellino verrà confermato nell’enciclica Deus Caritas Est di Benedetto XVI e suggellata da papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium.

Tutti e due segnati dalla stessa malattia (morbo di Parkinson), Giussani e Wojtyla moriranno entrambi nel 2005, rispettivamente il 22 febbraio e il 2 aprile.