«Il figlio che non volevo mi ha salvato la vita». Storia di Brandon, il bimbo “Superman”

La vicenda di una madre inglese salvata da un bambino che “non era nei programmi”. «È come se qualcuno lo avesse mandato dall’alto per salvarmi la vita»

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Non voleva sentir parlare di avere un secondo figlio, perciò usava la spirale. Ma non avrebbe mai immaginato che proprio quel bambino indesiderato avrebbe finito per salvarle la vita. È questa la storia di Nicola Weller, inglese di 29 anni. Tutto ebbe inizio nel settembre 2009, quando la donna fu mandata dal medico di base all’ospedale Bridport Community nella contea inglese di Dorset per sottoporsi ad alcuni controlli. L’esito fu un’amara sorpresa: cancro all’addome.

NATO COME SUPERMAN. Nicola, che allora aveva una bambina di 4 anni, ha spiegato al quotidiano britannico Daily Mail di essere rimasta scioccata dalla notizia: «Ero devastata. Mi è semplicemente caduto il mondo addosso. Ero terrorizzata dall’idea di lasciare mia figlia senza madre». Fu fissato un intervento per il 10 gennaio 2010 e, prima di entrare in sala operatoria, la donna fu sottoposta ad un’ecografia: «Aspettavo che l’infermiera scoprisse dov’era esattamente collocato il tumore – ha raccontato -, ma improvvisamente si è alzata ed è uscita dalla stanza. In pochi minuti è ritornata con altri tre radiologi». Fu allora che a Nicola fu comunicata la notizia più inattesa: il tumore era scomparso. Quel figlio non voluto e che Nicola non sapeva di portare in grembo l’aveva salvata. Gli ormoni prodotti dalla gravidanza erano riusciti a sconfiggere il suo male.

«GRAZIE AL CIELO CHE C’È». Brandon – questo il nome scelto per il piccolo – è nato nel settembre del 2010. «Incontrare il figlio che mi ha salvato – ha detto la madre – è stato bellissimo. È davvero un bimbo forte. Lo abbiamo persino soprannominato “Superman”: è nato con il braccio destro puntato in avanti». Oggi Nicola si dice felicissima di essere madre di due figli: «È stato assolutamente incredibile. Usavo la spirale perché non volevo rimanere incinta. Perciò soltanto il fatto che Brandon sia stato concepito è un miracolo. Non solo è stato concepito, ha anche sconfitto il mio tumore. È come se qualcuno lo avesse mandato dall’alto per salvarmi la vita. Non volevo quel bambino e ora invece sono piena di gioia per il fatto che c’è».

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