Il cristiano convertito Abedini rischia l’impiccagione in Iran. «È nelle mani di un giudice spietato»

Il 21 gennaio inizia il suo processo: l’uomo americano di origini iraniane sarà giudicato da Pir-Abassi, un «giudice spietato», famigerato per le tante violazioni dei diritti umani.

Il cristiano Saeed Abedini, americano di origini iraniane detenuto nelle prigioni di Teheran da settembre, rischia di essere impiccato. L’uomo è infatti stato trasferito nel Braccio 26 della Corte rivoluzionaria di Teheran e il caso è stato assegnato al giudice Pir-Abassi, conosciuto come un «giudice spietato», autore di alcune delle più dure sentenze di impiccagione inflitte ai giovani dell’Onda verde, che nel 2009 scesero in piazza a Teheran per protestare contro la rielezione di Ahmadinejad.

COLPEVOLE PERCHÈ CRISTIANO. La notizia è stata riportata da Aclj (American Centre for Law and Justice), che segue il suo caso. Nato in Iran, Saeed Abedini vive da anni negli Stati con la moglie e due figli. Torna spesso nel suo Paese d’origine e nel 2009, dopo la sua conversione al cristianesimo, viene arrestato dalla polizia iraniana. Viene rilasciato dopo aver firmato un documento in cui si impegna a non fare opera di proselitismo. Dopo questo episodio, Abedini visita altre nove volte l’Iran, senza alcun problema. Aiuta alcuni amici di una cittadina, nel nord del Paese, a costruire un orfanotrofio. Nel corso dell’ultimo viaggio, nel settembre 2012, la polizia lo arresta di nuovo accusandolo di aver violato gli impegni sottoscritti nel documento firmato nel 2009. L’Iran, comandato dal regime della Guida suprema l’ayatollah Ali Khamenei, «ha un grosso problema con i cristiani evangelici perché crede che vogliano convertire i musulmani. Per questo li considerano una minaccia» spiega Faraz Sanei, ricercatore di Human Rights Watch.

IL «GIUDICE SPIETATO». Il processo di Abedini comincerà il 21 gennaio: l’uomo è accusato di attentato alla sicurezza nazionale che, secondo Sanei, è un’accusa che non dovrebbe portare alla pena di morte come l’apostasia. «Il problema è che a giudicarlo sarà Pir-Abassi», ricorda Sanei parlando del giudice che l’Unione Europea ha bandito dai suoi paesi a causa delle continue violazioni dei diritti umani.