Il 5 per mille esce dalla precarietà e diventa stabile: «Vero strumento di sussidiarietà»

Le tasse non verranno abbassate, in compenso grazie alla legge delega per la riforma fiscale il 5 per mille verrà stabilizzato. Dopo anni di precarietà, Mario Monti ha accolto la richiesta dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, che ora esulta: «È un segnale importante».

Finisce la vita da precario per il 5 per mille, che sarà finalmente istituzionalizzato. È quanto è stato deciso all’ultimo Consiglio dei ministri, che ha approvato ieri la legge delega per la riforma fiscale. Al suo interno, come tanti speravano, non c’è una riduzione della pressione fiscale ma c’è il tanto agognato riconoscimento del 5 per mille: diventa così stabile un un procedimento utilizzato da 15 milioni di italiani e che viveva di una sostanziale precarietà giuridica.

Esulta l’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, che in questi anni ha fortemente voluto e richiesto l’istituzionalizzazoine del 5 per mille e che ha espresso questa volontà al premier Mario Monti. Si dichiarano soddisfatti i firmatari della richiesta: Maurizio Lupi, Enrico Letta, Gianluca Galletti, Maurizio Gasparri, Ugo Sposetti, Raffaello Vignali, Ermete Realacci e Luigi Casero. «Il 5 per mille è uno strumento di sussidiarietà autentica» hanno scritto in un comunicato. Giorgio Jannone, deputato Pdl tra i promotori dell’iniziativa, ha dichiarato: «Mi sono sempre battuto perché questo avvenisse. È un segnale importante».