Gli occhiali con intelligenza artificiale di Meta capaci di «leggere le intenzioni». Il software con Ai che riconoscerà i segnali precoci di depressione
Meta Ai Glasses, gli occhiali smart dotati di intelligenza artificiale lanciati dall’azienda di Mark Zuckerberg il 18 settembre scorso (foto Ansa)
Intelligenza artificiale, pronunciando queste due parole torna alla mente la scena delle scimmie agitate attorno al misterioso monolite nel film 2001: Odissea nello spazio. Qualcosa di ancora ampiamente incognito nelle potenzialità e nelle criticità è piombato dentro il nostro mondo. Ci facciamo un convulso balletto attorno, nella percezione comune i termini della questione si riducono ad alternative amletiche: è un alleato superpotente o è un nemico alieno? È buona o cattiva questa Ai?
La maggior parte di noi è a uno stadio embrionale di rapporto con questo strumento e il tenore prevalente delle discussioni ci lascia a sobbollire a fuoco lento in un calderone di scene fantascientifiche, cupe, agrodolci.
Ci sta dentro di tutto, dalla tragedia del 16enne americano che si è suicidato «dopo essersi confidato con ChatGpt», alla multa comminata dal tribunale di Torino a un ricorrente che aveva usato l’intelligenza artificiale per scrivere un ricorso «con argomenti astratti e senza collegam...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo