I paesi arabi pagano 50 milioni. Via la croce dallo stemma del Real Madrid

Pur di siglare un ricco contratto per la distribuzione del proprio materiale tecnico nei paesi arabi, i blancos hanno accettato di eliminare la croce che sovrasta la corona all’interno del simbolo

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Quando c’è di mezzo un contratto da 50 milioni di euro, l’identità e i simboli possono aspettare. Così il Real Madrid, pur di siglare un ricco contratto per la distribuzione del proprio materiale tecnico nei paesi arabi, ha accettato di eliminare la croce che sovrasta la corona all’interno del suo simbolo. Per non disturbare la fede dei musulmani.

IL CONTRATTO. Il club spagnolo ha dato a Marka, società di distribuzione con sede negli Emirati Arabi Uniti, i diritti esclusivi per la produzione, distribuzione e vendita delle magliette e di altri prodotti target Real Madrid in Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman. E visto che «bisogna stare attenti perché ci sono sensibilità culturali da rispettare», via la croce.

«PER NON OFFENDERE». Non è la prima volta che i blancos modificano lo stemma risalente al 1920. Nel 2014, in occasione dell’accordo fatto con la National Bank di Abu Dhabi, il più importante istituto di credito degli Emirati, si è deciso di creare una carta di credito griffata Real per i paesi arabi. Però senza la croce. Anche in quel caso, la scelta è stata fatta per «evitare di offendere o mettere a disagio i clienti musulmani».

«RIEVOCA LE CROCIATE». Stessa cosa avevano fatto in precedenza il Barcellona, che sacrificò San Jordi per una laica e anonima striscia, e il Paris Saint Germain. In questo caso i nuovi proprietari del Qatar eliminarono subito l’insegna del vescovo Germano perché «rievoca le crociate medievali». E perché non cambiare nome al club allora?

Foto Ansa

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