I ministri degli Esteri Ue varano nuove sanzioni contro la Crimea

Colpite 13 persone e due società del campo energetico “non sistemiche” di cui sono stati congelati i beni. Sui referendum di ieri a Donetsk e Lugansk l’Ue ribadisce: «Non li riconosciamo»

spoglio delle schede del referendum separatista a Donestk

I ministri degli Esteri dei paesi Ue si sono incontrati oggi per stabilire nuove sanzioni nei confronti della Crimea. In particolare sono state colpite in quest’occasione anche due società nella regione e a Sebastopoli, delle quali sono stati congelate i beni.

13 LE PERSONE COLPITE. La lista delle persone e delle società colpite dalle nuove sanzioni sarà pubblicata oggi stesso nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. Sono 13 le persone fisiche ritenute responsabili “di aver minato l’integrità territoriale dell’Ucraina o di aver ostacolato il lavoro delle organizzazioni internazionali”, mentre per quanto riguarda le due società confiscate si sa che operano nel settore energetico e che sono “non sistemiche”.

LA CONDANNA. I ministri degli Esteri hanno poi “preso nota con dispiacere della presenza del presidente Vladimir Putin alla parata militare a Sebastopoli il 9 maggio “e ribadito “la forte condanna per l’annessione illegale della Crimea”. Per quanto riguarda i referendum che sono stati autoproclamati e che si sono svolti ieri nell’est Ucraina, nelle regioni russofone di Donetsk e Lugansk, e che si sono chiusi con un plebiscito (il 95 per cento dei partecipanti ha votato sì alla separazione da Kiev), oggi “l’Unione europea non riconosce i referendum di ieri né altri futuri referendum illegittimi e illegali”. I ministri degli Esteri hanno espresso “forte sostengo” invece alle elezioni presidenziali che si terranno in Ucraina il 25 maggio.