I marziani del M5s atterrati sul pianeta Pdmenoelle

Prosegue la corte della sinistra al Movimento 5 stelle: “Maturate e venite con noi”. È inevitabile: se non hai un’identità, esplodi nelle tue contraddizioni

Da ormai diversi tempo il quotidiano Repubblica conduce una campagna per “annettere” il Movimento 5 stelle (M5s) all’area di sinistra. I punti d’appoggio per una tale aggregazione ci sono tutti, soprattutto dopo la “svolta” del Conte 2, quando Grillo e soci passarono dall’alleanza con la Lega a quella con i dem. Fu allora che i grillini iniziarono a essere visti non più come dei beceri “populisti”, ma come una “costola della sinistra”. E lo stesso Beppe Grillo, che chiamava il Pd il “Pdmenoelle”, virò clamorosamente e accettò l’accordo per spirito di sopravvivenza.

Il M5s alleato con tutti

Che il M5s sia cambiato è sotto gli occhi di tutti. Il 19 febbraio sulla Stampa Mattia Feltri ha scritto un articolo che, con ironia, dileggiava le giravolte del guru pentastellato:

«Premesso che soltanto gli sciocchi non cambiano idea e chiunque può essere appeso a vecchie teorie tradite dalla pratica, premesso questo, laddove si disse “povero Paese dove si discute di alleanze… noi non ci alleiamo con nessuno… non ci alleiamo, la demolizione è cominciata, li mandiamo tutti a casa… sono io il garante contro la scilipotizzazione della politica … pensare che faremo alleanze è contro natura”, ora si dica: Lega Nord, Movimento italiani all’estero, Partito liberale italiano, Partito sardo d’azione, Movimento per la sovranità, Partito socialista italiano, Pd, Articolo uno-Mdp, Possibile, Sinistra italiana, Italia viva, Centro democratico, Centristi per l’Europa, Partito autonomista trentino tirolese, Südtiroler Volkspartei, Sicilia futura, Alternativa popolare, Popolo protagonista, Popolari per l’Italia, Moderati, Forza Italia, Azione, Più Europa, Noi con l’Italia, Fare, Scelta civica, Direzione Italia, Udc, Cantiere popolare, Cambiamo con Toti, Identità e azione-Popolo e libertà, Radicali italiani, Nuovo Psi, Partito pensionati, Alleanza di centro, Unione sudamericana emigrati italiani (elenco provvisorio e probabilmente incompleto delle alleanze strette da Beppe Grillo)».

Il vuoto con il Grillo intorno

Ma fotografare l’esistente e la crisi del M5s non è sufficiente, c’è ancora un passo da fare, scrive Repubblica. Ad esempio ieri sul quotidiano romano Claudio Tito ha scritto un articolo che contiene una serie di annotazioni molto interessanti. Per Tito la crisi dei grillini non è passeggera, ma «strutturale. E se l’evoluzione non viene guidata, rischia di diventare – parafrasando Ennio Flaiano – il più grande partito morente». Il problema, nota il commentatore, è che i pentastellati «sono nati senza un dna politico. La protesta è stato il collante che li ha tenuti insieme, ma nella proposta la diversità dei loro geni non poteva che emergere. Perché non sapevano che cosa fossero. Il vuoto è stato colmato temporaneamente da alcuni progetti trasformati in bandiere».

L’osservazione di Tito è acuta: quando non hai un’identità, poi la realtà ti fa pagare il conto perché, col passare del tempo, inevitabilmente le contraddizioni vengono a galla. Se non sei niente (o, al massimo, un “vaffa”, cioè una reazione emotiva contro tutto e tutti), a un certo punto diventerà sempre più manifesto che non riesci a tenere legati elementi contradditori e su cui dovresti prendere posizione in nome dei tuoi ideali fondanti.

«Basta ascoltare quel che ieri ha detto Di Battista, il quale si presenta come l’estremo difensore dell’ortodossia pentastellata, per capire quanta confusione ci sia sotto quel cielo. Da epigono del “non statuto” ora è il promotore dei ricorsi a norma di statuto».

Il ritorno a casa dei discoli grillini

Scrive quindi giustamente Tito: «Al di là di qualche vaticinio da guru, i soggetti politici vivono e sopravvivono se si dotano di un impianto ideale condiviso. Altrimenti ci pensa la realtà a trarne le conseguenze».

Ecco, appunto, la realtà. Questa per Repubblica non dice che il giustizialismo è solo sete di vendetta, lo statalismo una montagna di cemento per soffocare la libertà, la logica dei “nuovi diritti” una nuova forma di intolleranza. No, per Repubblica la realtà non dice queste cose (in fondo, i grillini sono nipotini loro, solo un po’ più discoli). Per Repubblica la realtà è che il M5s deve “maturare”, parolina magica che sta a significare: smettetela di giocare e portate avanti i vostri temi «in un contesto più ampio». Beppe Grillo, che è tutto fuorché un ingenuo, l’ha capito da tempo. In uno dei suoi ultimi post ha già dettato la linea: «I grillini non son più marziani». Ormai sono degli abitanti del pianeta “Pdmenoelle”.

Foto Ansa