I DON CHISCIOTTE DEL MEETING

L’ECO CHE VA DA COLONIA A RIMINI E CHE A TUTTI GLI UOMINI DICE: “VIENI E VEDI”

Una folla di persone curiose di tutto e a nessuna persona ostili. Silenzio carico di attenzione e un’empatia pronta a esplodere in applausi in ognuno dei 135 incontri che hanno trasformato per una settimana la fiera di Rimini nel palcoscenico più popolare e pensante dell’estate italiana.
Insomma, il Meeting ha di nuovo colpito nel segno. Come di una esperienza che ci sorprenda al punto tale da farci dire spontaneamente “Bello! Vero! Potesse essere sempre così!”, chi ha passato seriamente al Meeting anche una sola giornata è difficile che non abbia colto, prima e oltre ogni legittima diversità di opinione e analisi di dettaglio, il contraccolpo di un accento di verità. Prima su tutte, quella di un popolo la cui letizia e festosità – un popolo musicale si direbbe – sembrano i più bei frutti dell’educazione ricevuta da don Giussani a vagliare ogni cosa e a trattenerne il valore.
Dal direttore del Foglio a quello di Liberazione, da un estremo all’altro del panorama politico, sociologico, religioso, economico, italiano e internazionale, il fenomeno Meeting ha (come sempre) accolto e ascoltato ogni proposta con una serietà e un’apertura di vedute che, dopo 26 anni di edizioni, dovrebbe far venir spontaneo chiedersi: ma come si spiega la tenuta di questa passerella di civiltà, cioè di unità, di pace, di libertà, in una postmodernità in cui è successo e succede di tutto, tutto è guerra e niente di serio dura? Non si spiega, si vive. Come ha detto il papa a Colonia, come ha riecheggiato Cl a Rimini, il cristianesimo non è un codice etico, il cristianesimo è un movimento di vita. «Vieni e vedi», diceva l’ebreo Gesù a quanti si affollavano curiosi intorno a lui, sorpresi dalla “tenuta” di una persona che costantemente, ovunque, in qualunque circostanza buona o cattiva fosse, sorprendeva tutti nel bene e non aveva paura di nessun male. «Vieni e vedi» dice la Chiesa che pretende essere (e indica essere nei suoi terminali più documentativi della propria pretesa nel mondo) la vita di Cristo qui e ora. La sorpresa di una vita e l’assenza di timore per qualsivoglia sfida – relativismo, terrorismo, disgregazione dell’Europa essa sia – hanno comunicato Papa Ratzinger ai giovani di Colonia, gli uomini e le donne di Cl a Rimini.
Infine, sorpresa nella sorpresa, Benedetto XVI è andato a suo modo al Meeting convocando a Roma i tre moschettieri del Meeting (don Carrón, Cesana e don Alberto) e confortando Carrón, il capo, dicendogli tutta la sua attenzione e stima per il metodo educativo di Cl. Benedetto XVI sfida il mondo a farsi cristiano non perché il cristianesimo ha un’etica di tutto rispetto, ma perché “essere cristiani è bello”? Carrón gli fa eco dalla Rimini di Cervantes, il cristianesimo è bellezza e, si capisce, la sua sfida e attualità per il mondo consiste «nel mettere sul palcoscenico del mondo uomini liberi».