I cattolici No Tav ci riprovano: resistenza e Enciclica per «un’altra Valle possibile»

Dopo aver vanamente cercato un appoggio in papa Francesco, i cattolici anti-treno provano a giustificare religiosamente la loro opposizione

Tav: manifestazione a Firenze, scritte e fumogeni

Il movimento No Tav ha perso smalto e numeri. Un depotenziamento che non ha scalfito la convinzione dei “Cattolici per la Vita della Valle” che sia la lotta al treno veloce la priorità che la Chiesa locale (e non solo) deve porsi. Nei mesi scorsi avevano lanciato un appello (non accolto) a papa Francesco perché in occasione della sua visita a Torino li ricevesse per ascoltare le loro ragioni. L’incontro del Santo Padre con i movimenti popolari li aveva probabilmente convinti di poter fare il colpaccio. Sull’onda dell’interpretazione “verde” dell’enciclica Laudato si’, comunque, continuano a rivendicare il ruolo di avanguardia nella costruzioni di una “nuova chiesa”.

A confermarli in questa loro convinzione torna in Valle, dopo il celebre Magnificat contro le reti del cantiere nel 2012, il collettivo giovanile (sic!) di Pax Christi. Da ieri e fino al 16 agosto, le sezioni italiana e francese del movimento, si ritroveranno per il “Cantiere per un futuro possibile con la gente della valle che resiste: dalla Valsusa all’Europa”.

Oggi a Venaus saranno ben due vescovi a “benedire” l’opposizione trenocrociata: il vescovo di Pax Christi Italia Giovanni Ricchiuti e il vescovo di Pax Christi France Marc Stenger. Evidentemente su posizioni diverse dal loro confratello mons. Alfonso Badini Confalonieri, che ha sempre invitato al dialogo e cercato di tenere la Diocesi lontana da polemiche e contrapposizioni.

A fine campeggio i catto-notav si produrranno, invece, in un nuovo tentativo di acquisizione dell’Enciclica e delle parole del Papa, con un incontro in tema.

Scrive in un comunicato stampa Pax Christi che «siamo presenti in questa Valle dove le popolazioni stanno resistendo, in modo pacifico e determinato, per difendere il valore della Terra e dell’ambiente come Casa Comune. I giovani di Pax Christi si ritrovano, secondo il progetto indicato da papa Francesco: Terra, Casa, Lavoro, per condividere l’impegno a difendere non solo una Valle da un’opera insostenibile ma l’unica Terra che abbiamo». Per chi trovasse delle dissonanze rispetto alla realtà fatta di assalti al cantiere, piattaforme bellicose e alleanza organica con i Centri sociali forse deve solo convincersi che “un’altra Valle è possibile”.

Foto Ansa