L’Iran ospita dieci milioni di azeri che, se il paese fosse devastato, potrebbero riversarsi verso il confine armeno. E Baku potrebbe sfruttarli per realizzare il suo progetto di annessione
Nrnadsor, ultimo villaggio armeno abitato al confine con Azerbaigian e Iran, ottobre 2025 (foto Ansa)
Questa mattina il lago di Sevan è immobile come una lastra di cielo caduta sulla terra. Il vento scende dalle montagne e sfiora le pietre del monastero di Sevanavank, quelle pietre scure che da secoli guardano l’acqua e il tempo passare. Non è vero che qui non c’è più vita monastica. Nel monastero ci sono seminaristi: li ho incontrati. Giovani, con volti aperti e austeri, e soprattutto con voci possenti. Quando cantano, il canto riempie l’aria del lago e sembra che le montagne rispondano. È una cosa impressionante, quasi fisica: la preghiera diventa suono, e il suono diventa spazio.
Sotto il monastero l’acqua è limpida e fredda. Le trote si vedono scivolare sotto la superficie, lente, quasi immobili. Non guizzano come ci si aspetterebbe. Sembrano morte o addormentate. Passano come ombre d’argento, lasciando appena una traccia nell’acqua. Anche il lago sembra trattenere il respiro.
E mentre tutto appare così quieto, il rombo del mondo arriva fin qui. Siamo circondati dalla guerra: Iran,...
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