Grillo chiede l’incarico di governo a Napolitano (speriamo che non guidi l’Italia come guida la sua auto)

Lasciando il Quirinale, il leader del M5S ha ribadito che non accorderà la fiducia a nessuno. L’auto su cui viaggiava è fuggita dai cronisti passando col rosso, sulla corsia d’emergenza e facendo inversione a U

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Beppe Grillo ha lasciato il Quirinale dopo le consultazioni con il presidente Giorgio Napolitano. Assediato dai giornalisti, il leader del M5S non ha rilasciato dichiarazioni. Dicono le agenzie che l’auto su cui viaggiava – per sfuggire a cronisti e fotografi – è passata 3-4 volte col rosso, ha preso la corsia preferenziale di corso Rinascimento e ha effettuato un paio di inversioni a U dove non era consentito.
Grillo, però, si è espresso sul suo blog, ribadendo che «Il M5S non accorderà alcuna fiducia a governi politici o pseudo tecnici con l’ausilio delle ormai familiari “foglie di fico”‘ come Grasso – il neopresidente Pd del Senato, ndr -. Il M5S voterà invece ogni proposta di legge se parte del suo programma».

Intanto, la capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, ha esposto le richieste del partito dopo il colloquio con il presidente della Repubblica al Quirinale: «Il Movimento 5 Stelle è primo per numero di voti per questo chiediamo ufficialmente un incarico di governo». Se la proposta non verrà accolta il partito chiede la presidenza delle commissioni di garanzia: Copasir e Vigilanza Rai.

Il M5S ha ribadito i “20 punti per uscire dal buio”, che Grillo aveva presentato il 7 febbraio scorso in un post sul suo blog. Il capogruppo al Senato, Vito Crimi, nella sua dichiarazione al Quirinale dopo le consultazioni, li ha ricordati: «Reddito di cittadinanza; misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa; legge anticorruzione; informatizzazione e semplificazione dello Stato; abolizione dei contributi pubblici ai partiti; istituzione di un ‘politometro’ per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni; referendum propositivo e senza quorum; referendum sulla permanenza nell’euro; obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese; una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicita’, indipendente dai partiti; elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato; massimo di due mandati elettivi; legge sul conflitto di interessi; ripristino dei fondi tagliati alla sanita’ e alla scuola pubblica; abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali; accesso gratuito alla Rete per cittadinanza; abolizione dell’IMU sulla prima casa; non pignorabilita’ della prima casa; eliminazione delle province; abolizione di Equitalia».

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