Grecia, tagliati 15 mila dipendenti pubblici

I primi ad essere tagliati saranno quei dipendenti contro cui sono aperte procedure disciplinari, i prepensionamenti e i posti di uffici e agenzie soppresse.

Cura dimagrante per la pubblica amministrazione greca: entro il 2014 saranno tagliati dal governo di Atene 15 mila dipendenti pubblici in esubero. I primi ad essere lasciati a casa saranno i dipendenti che hanno procedure disciplinari aperte a loro carico, prepensionamenti ed eliminazione di posti di lavoro in uffici e agenzie soppressi a seguito di fusioni tra enti.

SBLOCCO AIUTI. La misura, necessaria per lo sblocco della tranche di aiuti da 8,8 miliardi di euro (2,8 miliardi subito e altri sei miliardi nel prossimo trimestre) da parte della Troika (Bce, Commissione europea e Fmi), che sarà discussa dall’Eurogruppo il prossimo 13 maggio, è stata votata nella notte di domenica dal parlamento, mentre fuori dall’aula, in piazza Syntagma, manifestanti dimostravano chiedendo le dimissioni del governo conservatore del premier Antonis Samaras e l’uscita dall’Euro e dall’Unione europea per la Grecia.
Gli aiuti sono indispensabili al governo per pagare pensioni, salari e titoli di stato in scadenza il prossimo maggio. I primi segnali delle difficoltà a rispettare tempi e pagamenti da parte dello stato erano già emersi nell’ambito della sanità greca.

SMENTITE LE CASSANDRE. Il taglio dei dipendenti statali è stato approvato con 168 voti a favore e 123 contrari. A favore della legge hanno votato tutti i parlamentari dei tre partiti che sostengono il governo di coalizione (Nea Dimokratia, Pasok e Sinistra Democratica) e due parlamentari indipendenti. Contro, invece, hanno votato tutti i parlamentari dei partiti di opposizione. Il primo ministro Antonis Samaras ha dichiarato: «Le Cassandre sono state smentite ancora una volta. Il governo è uscito da questa votazione più unito che mai».