Gmg, papa Francesco alla veglia con i giovani: «Non siate intontiti né codardi, costruite la Chiesa di Gesù»

Papa Bergoglio: «Gesù ci offre la possibilità di una vita feconda ma dobbiamo allenarci con preghiera, sacramenti e aiuto del prossimo»

Ieri oltre due milioni di giovani hanno partecipato alla Veglia di preghiera a Copacabana per la 28esima Giornata mondiale della gioventù. Prima, durante il dialogo tra il Papa e i giovani, con una scenografia è stata edificata una chiesa, smontata poi per la processione del Santissimo Sacramento e l’adorazione eucaristica, durante la quale il silenzio è stato totale.

SAN FRANCESCO. Parlando ai giovani papa Francesco ha ricordato la storia di san Francesco d’Assisi e la chiamata a “riparare la sua casa” da parte di Dio: «Anche oggi il Signore continua ad avere bisogno di voi giovani per la sua Chiesa. Partendo dal nome del luogo dove ci troviamo, Campus Fidei, Campo della Fede, ho pensato a tre immagini che ci possono aiutare a capire meglio che cosa significa essere discepolo-missionario: la prima, il campo come luogo in cui si semina; la seconda, il campo come luogo di allenamento; e la terza, il campo come cantiere».

LUOGO DI SEMINA. «Conosciamo tutti – ha detto il Papa – la parabola di Gesù che narra di un seminatore andato a gettare i semi nel campo; alcuni di essi cadono sulla strada, in mezzo ai sassi, tra le spine e non riescono a svilupparsi; ma altri cadono su terra buona e producono molto frutto (cfr Mt 13,1-9). Gesù stesso spiega il significato della parabola: il seme è la Parola di Dio che è gettata nei nostri cuori (cfr Mt 13,18-23)». Il Papa ha chiesto poi ai giovani: «Che tipo di terreno siamo, che tipo di terreno vogliamo essere? Forse a volte siamo come la strada: ascoltiamo il Signore, ma non cambia nulla nella nostra vita, perché ci lasciamo intontire da tanti richiami superficiali che ascoltiamo. Chiedetevi: Sono un giovane intontito? Oppure (…) non abbiamo il coraggio di andare contro corrente. Chiedetevi:  Io sono codardo? (…) Oggi, però, sono certo che il seme può cadere in terra buona e che voi volete essere terreno buono, cristiani seri cristiani non part-time, non “inamidati” o “cristiani di facciata”».

LUOGO DI ALLENAMENTO. Papa Bergoglio ha poi parlato del campo come luogo di allenamento: «Gesù ci chiede di seguirlo per tutta la vita, ci chiede di essere suoi discepoli, di “giocare nella sua squadra”. La maggior parte di voi ama lo sport. E qui in Brasile, come in altri Paesi, il calcio è una passione nazionale. Ebbene, che cosa fa un giocatore quando è convocato a far parte di una squadra? Deve allenarsi, e allenarsi molto! (…) Gesù ci offre qualcosa di superiore della Coppa del Mondo, qualcosa di più grande». E ha continuato: «Gesù ci offre la possibilità di una vita feconda, di una vita felice e ci offre anche un futuro con Lui che non avrà fine, la vita eterna, questo è quello che ci offre Gesù. Ma ci chiede che paghiamo l’ingresso e l’ingresso è che noi ci alleniamo per “essere in forma”, per affrontare senza paura tutte le situazioni della vita, testimoniando la nostra fede. Attraverso il dialogo con Lui: la preghiera, (…) i Sacramenti, (…) l’amore fraterno, l’aiuto del prossimo».

CAMPO COME CANTIERE. Spiegando la terza immagine papa Francesco ha affermato: «Quando il nostro cuore è una terra buona che accoglie la Parola di Dio, quando “si suda la camicia” cercando di vivere da cristiani, noi sperimentiamo qualcosa di grande: non siamo mai soli, siamo parte di una famiglia di fratelli che percorrono lo stesso cammino: siamo parte della Chiesa. Volete costruire la Chiesa? Non vi mettete nella coda della storia, siate protagonisti … costruite un mondo migliore, un mondo di fratelli, un mondo di giustizia, di amore, pace, di fraternità, solidarietà. (…) Il Signore ci chiede che la sua Chiesa vivente sia così grande da poter accogliere l’intera umanità, sia la casa per tutti! Dice a me, a voi, a ciascuno: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. Questa sera rispondiamogli: Sì, Signore, anch’io voglio essere una pietra viva; insieme vogliamo edificare la Chiesa di Gesù».