Giovane padre con figlio a carico. Che modulo compilare per le detrazioni?

La mia domanda è: quale e/o che tipo di modulo devo compilare e dare al mio datore di lavoro per figlio a carico? L’esperto risponde

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Massimiliano Casto, autore di questo articolo, è Tributarista e Consulente del Lavoro. Chi avesse interrogativi particolari o volesse sottoporre domande su questioni riguardanti la fiscalità può scrivere a studiocasto@virgilio.it, specificando nell’oggetto: “Fisco semplice”. Altri quesiti li potete trovare qui.

Salve, sono Teo, uno dei pochi giovani lavoratori in Italia perché ho 25 anni è lavoro già da 3 anni. Da pochi giorni sono diventato padre e proprio perché  sono così giovane molte cose non le so, ma le sento dire. La mia domanda è: quale e/o che tipo di modulo devo compilare e dare al mio datore di lavoro per figlio a carico? Ringrazio anticipatamente per il tempo accordatomi. Cordiali saluti.
Teo

Risposta:

I genitori dipendenti, alla nascita di un figlio, hanno diritto sia alle detrazioni per familiari a carico, sia agli assegni per il nucleo familiare. Vediamo nel dettaglio:

Le detrazioni d’imposta

Ogni dipendente che abbia dei familiari a proprio carico può godere di una detrazione fiscale sulle ritenute irpef nella retribuzione mensile. È necessario presentare al proprio datore di lavoro una dichiarazione per ritenute e detrazioni d’imposta (art. 23 D.P.R. n. 600/73 e successive modificazioni), facilmente reperibile su internet.  Per i lavoratori dipendenti e pensionati con figli a carico, i benefici si vedono quando ricevono la retribuzione mensile, mentre imprenditori e professionisti potranno fruire del beneficio in occasione della dichiarazione dei redditi. Sono considerati familiari a carico dal punto di vista fiscale:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati;
  • altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi o che ricevano dallo stesso un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

È prevista una detrazione annua di 950 euro. La detrazione è aumentata a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Queste detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 euro per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Per i dipendenti con più di tre figli a carico la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. Lo sconto decresce all’aumentare del reddito, con un meccanismo alquanto complicato da calcolare, fino ad annullarsi del tutto, se il reddito complessivo supera 55.000.

Gli assegni familiari

Come risaputo, tutti i dipendenti hanno diritto anche agli assegni familiari. La domanda deve essere presentata al proprio datore di lavoro, utilizzando il modello Anf/Dip reperibile nel sito dell’Inps. In tale caso, il datore di lavoro deve corrispondere l’assegno per il periodo di lavoro prestato alle proprie dipendenze, anche se la richiesta è stata inoltrata dopo la risoluzione del rapporto nel termine prescrizionale di 5 anni. Il diritto all’assegno decorre dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione previdenziale, per la quale è prevista l’erogazione accessoria degli assegni per il nucleo familiare, nel corso del quale si verificano le condizioni prescritte per il riconoscimento del diritto (ad es.: celebrazione del matrimonio, nascita di figli) e cessa alla fine del periodo in corso alla data in cui le condizioni stesse vengono a mancare (ad es.: separazione legale del coniuge, conseguimento della maggiore età da parte del figlio).  Qualora spettino assegni giornalieri, il diritto decorre e ha termine dal giorno in cui si verificano o vengono a mancare le condizioni prescritte. L’assegno viene pagato dal datore di lavoro, per conto dell’Inps, ai lavoratori dipendenti in attività, in occasione del pagamento della retribuzione.

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