I giocattoli di oggi sono troppo rosa. Petizione per balocchi “neutri” (come i bambini?)

Una petizione vuole cancellare l’identificazione di genere nei giocattoli, mettendo al bando le indicazioni “per maschi” e “per femmine”. A partire dai colori

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Le battaglie di genere si fanno anche sui giocattoli e sui cartoni animati (e sulla pelle degli inconsapevoli bambini). “Let toys be toys”, lasciate che i giocattoli siano giocattoli, è una petizione inglese che da qualche mese chiede alle aziende di giochi inglesi di mettere in commercio prodotti neutri. Al bando le indicazioni “per maschi” o “per femmine”, i fautori di questa campagna vogliono che i bambini siano liberi di intrattenersi con cosa vogliono. Quindi che i maschietti giochino pure con le bambole e le femminucce coi soldatini. Sciocchezze, ovviamente, che però vengono usate dagli adulti per portare avanti campagne ideologicamente orientate a una certa visione del mondo.
Ne sa qualcosa il grande magazzino “Boots” che si è dovuto scusare per aver sistemato i giocattoli per bambini e bambine in corsie differenti. È stato sommerso di lettere di proteste, e ha dovuto dovuto rimuovere le indicazioni.

DIFFERENZE. Ora tornano all’attacco, forti ormai di oltre 6 mila firme, postando in rete la dimostrazione di come i giocattoli siano sempre più rosa e diversi tra maschi e femmine. Se negli anni Settanta i passeggini per le bambole erano di colori neutri, con il passare del tempo sono diventati rosa. Lo stesso discorso vale per le minicucine che sono tanto amate dalle bambine, sia per il colore dei vestiti delle bambole.

STUDIOSI. Una ricercatrice di sociologia della California, Elisabeth Sweet, ha recentemente scritto al New York Times lodando questa petizione, e spiegando come, partendo da questo spunto, sia arrivata a verificare che la fattezze dei giocattoli siano notevolmente cambiate nel tempo. «Nel 1975 il 70 per cento dei giocattoli non aveva distinzioni di genere. È col passare degli anni che questo si è rafforzato. Penso che dovremmo tornare a quella modalità».
Anche lo psicologo Steve Biddulph, autore del volume Raising girls, è d’accordo e sposa la petizione. «Il messaggio che viene più dato alle bambine è quello di essere attraenti. Ed è per questo che, negli anni, anche simboli infantili come Fragolina Dolcecuore o i Minipony hanno cambiato forma, diventando da tondi e teneri, sinuosi e sensuali».

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