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«I partiti di maggioranza hanno sbagliato la campagna del sì al referendum»

Di Piero Vietti
26 Marzo 2026
Giacomo Rocchi, magistrato in Cassazione favorevole alla riforma, spiega a Tempi limiti ed errori di chi sosteneva la necessità di un cambiamento. «E ora l'Anm rafforza il suo monopolio»
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante il convegno
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante il convegno "Referendum Giustizia - Le ragioni del Sì", organizzato dal Comitato nazionale per il Sì alla riforma, Perugia, 18 febbraio 2026 (foto Ansa)

«Questa è l’ultima intervista che faccio», assicura al telefono con Tempi Giacomo Rocchi, Presidente di Sezione della Corte di Cassazione, tra i pochi magistrati a schierarsi apertamente per il Sì al referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. «Io non faccio parte di nessuna associazione, il mio è stato un impegno di scopo, ora continuo a fare tranquillamente il mio lavoro di giudice, anche perché altro non so fare». Rocchi è stato tra gli animatori più attivi del comitato “Si riforma”, presieduto dall’ex giudice della Corte costituzionale Nicolò Zanon. Un impegno non premiato dal risultato elettorale, che ha visto prevalere il No. «Fermo restando che la democrazia diretta è democrazia, e quindi il risultato non si discute, ciò che mi lascia l'amaro in bocca è che quella del No è una vittoria non motivata nel merito, che è una cosa difficile da digerire per uno che fa il giudice come me. Naturalmente molte persone hanno colto gli argomenti del Sì, ma evidentemente le suggest...

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