Gerusalemme. Strage in sinagoga: quattro ebrei uccisi con asce e coltelli. Patriarca Twal: «Basta vendette»

Gli assassini, rimasti uccisi nell’attentato, erano due arabi palestinesi di Gerusalemme Est. Per il patriarca di Gerusalemme, è ora di «andare alle radici della disperazione»

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Due arabi palestinesi di Gerusalemme Est hanno fatto irruzione armati di asce, coltelli e pistole in una sinagoga di Gerusalemme nel sobborgo di Har Nof, durante una preghiera del mattino. Nell’attacco «violentissimo» sono morte in tutto sei persone: quattro fedeli ebrei e i due assassini. Altri nove sono stati feriti. Hamas ha esultato alla notizia, mentre il premier Benjamin Netanyahu ha accusato il presidente palestinese Abu Mazen e Hamas di essere responsabili dell’attacco «che è stato una conseguenza diretta del loro incitamento. Un incitamento che la comunità internazionale ha irresponsabilmente ignorato». Pubblichiamo di seguito il commento alla vicenda del patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal, come riportato da Fides.

«Porgo le mie condoglianze ai parenti delle vittime dell’assalto alla Sinagoga di Gerusalemme e di tutte le violenze che insanguinano la Terra Santa. Nelle nostre chiese, nei conventi e nei monasteri, pregheremo più che mai che il Signore ci aiuti e aiuti i dirigenti politici a fare i passi giusti affinché ci sia pace e sicurezza per tutti, tutti, tutti».

«Proprio questo (misure di sicurezza e posti di blocco a Gerusalemme, ndr) è il segno che la situazione è tutt’altro che normale, e le misure di controllo non possono di per sé risolvere la gravità dei problemi. Occorre andare alle radici, togliere le cause della disperazione che genera violenza, interrompere la spirale infinita delle vendette. Altrimenti vivremo sempre tutti nella paura, senza libertà né dignità. Sono questi i pensieri che abbiamo nel cuore, mentre ci avviciniamo al prossimo Natale».

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