Germania. Rifugiato afghano di 17 anni grida «Allahu Akbar», poi attacca con un’ascia i passeggeri di un treno

Aveva una bandiera dell’Isis dipinta in camera. È stato ucciso dalla polizia. Migrante, era stato accolto da una famiglia adottiva

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Un ragazzo afghano di 17 anni, migrante e richiedente asilo, è stato ucciso dalla polizia in Germania dopo aver assaltato con un’ascia e un coltello i passeggeri di un treno nel sud del paese. Il ragazzo ha gridato più volte «Allahu Akbar», Dio è grande, prima di ferire quattro passeggeri provenienti da Hong Kong. Due di loro si trovano ora in gravi condizioni.

BANDIERA DELL’ISIS. L’attacco è avvenuto lunedì sera a Wuerzburg. Quattordici persone sono state portate in ospedale in stato di shock. Il pavimento del vagone dopo l’attacco era completamente ricoperto di sangue e «assomigliava a un mattatoio». Il ragazzo, dopo l’attentato, ha provato a scappare ma è stato inseguito e ucciso. Come dichiarato dal ministro degli Interni della Bavaria, Joachim Herrmann, la polizia ha trovato nella camera del ragazzo una bandiera dell’Isis disegnata a mano. In un video pubblicato da un’agenzia stampa dell’Isis, si vede il ragazzo che giura fedeltà allo Stato islamico e promette di uccidere gli infedeli tedeschi.

«PREOCCUPATO DAI RIFUGIATI». Dopo essere entrato in Germania come minore non accompagnato e avere chiesto asilo, il ragazzo afghano è stato ospitato da una famiglia adottiva. L’anno scorso più di un milione di migranti sono entrati nel paese, tra i quali oltre 150 mila afghani. Un mese fa, il capo dell’intelligence tedesca, Georg Maasen, si era detto «preoccupato perché un attacco potrebbe essere condotto in ogni momento. Abbiamo rapporti di intelligence che quotidianamente provano la pianificazione di attentati terroristici in Germania. Ma quello che mi spaventa è il tentativo di radicalizzare i rifugiati».

CRISTIANI PERSEGUITATI. Wolfgang Trusheim, capo dipartimento della polizia di Francoforte, aveva aggiunto: «Gli islamisti radicali sfruttano il fatto che i rifugiati non parlano tedesco e non capiscono la nostra cultura. Cercano di infiltrarsi nei centri per rifugiati facendo finta di essere dei traduttori o assistenti dei servizi sociali». Non è un caso se diverse fonti riferiscono che anche i cristiani nei campi profughi tedeschi sono perseguitati dagli altri migranti islamisti.

MOLESTIE DI MASSA. L’attentato di lunedì era stato preceduto da altri attacchi minori e dalle molestie sessuali di massa compiute da oltre 1.200 persone, in maggioranza migranti, su 2.000 donne tedesche in diverse città la notte di San Silvestro. Finora solo 120 sospettati sono stati identificati, quattro condannati.

Foto Ansa/Ap

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