Germania costretta a fare i conti con «decine di moschee estremiste»

Due giorni di discussione nella coalizione di Angela Merkel per affrontare la minaccia del terrorismo islamico e i «predicatori d’odio». «Dobbiamo fare come l’Italia»

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«La Germania deve fare come l’Italia» è una frase che non si sente tutti i giorni, se non a parti invertite. Ma in questo momento nel campo della sicurezza, della prevenzione e della lotta al terrorismo l’Italia è percepita come un paese che funziona e che ha molto da insegnare. E non solo perché non ha ancora subìto attentati, al contrario di altri paesi europei.

«VIA I PREDICATORI D’ODIO». Intervistata dal quotidiano Passauer Neue Presse, Stephan Mayer, portavoce in Parlamento del partito cristiano democratico per quanto riguarda le questioni legate alla sicurezza, ha dichiarato che la Germania dovrebbe cambiare le sue leggi per poter espellere dal paese «i predicatori d’odio». «L’Italia», ha detto Mayer secondo quanto riportato da Reuters, «dall’1 gennaio 2015 ha già deportato 102 predicatori d’odio. Noi dovremmo cambiare i nostri requisiti di residenza in questa direzione. Dovremo espellere la gente in modo più rigoroso, come si fa anche in Baviera, che è un modello per tutti gli altri».

SENZA ASILO POLITICO. Inoltre la Germania, che l’anno scorso ha aperto le porte a centinaia di migliaia di migranti, deve deportare almeno 215 mila persone, che non hanno ottenuto l’asilo politico. Di questi, però, 163 mila hanno ottenuto il permesso di restare ancora nel paese per ragioni umanitarie. La polizia teme che su queste persone, in particolare, possa fare presa l’estremismo islamico.

DECINE DI MOSCHEE ESTREMISTE. Mayer ha anche proposto che la Germania aumenti la sorveglianza delle «decine di moschee» (su oltre duemila) che insegnano l’islam radicale e impedisca che nel paese i musulmani vengano educati da imam provenienti dai paesi della Penisola arabica. Tutte queste misure sono attualmente argomento di una due giorni di discussione (ieri e oggi) interna alla coalizione di Angela Merkel.

Foto Ansa

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