Nel progetto dell'ex premier inglese, che ha l'appoggio degli Usa, non c'è la Riviera di Trump, né una Striscia senza palestinesi come vorrebbero i più estremisti in Israele. Ma una «Gaza per i gazawi»
Il piano dell'ex premier inglese Tony Blair per Gaza al momento è l'unico sostenuto dagli Usa (Foto Ansa)
Da quando l'ex premier inglese Tony Blair ha partecipato al vertice del 27 agosto alla Casa Bianca sul futuro di Gaza, tutti si chiedono che cosa abbiano davvero in mente per la Striscia lui, Donald Trump e l'onnipresente genero del presidente americano, l'inviato speciale Jared Kushner.
Gaza non sarà la "Riviera" di Trump
Fino ad ora, indignazione e preoccupazione hanno fatto da sottofondo a qualsiasi ragionamento, visti i precedenti. Trump, infatti, aveva parlato di deportare l'intera popolazione di Gaza in Egitto e Giordania e di trasformare la Striscia in una Riviera gestita dagli Stati Uniti con spiagge attrezzate e hotel di lusso. Il tycoon aveva perfino condiviso un terrificante video generato con l'intelligenza artificiale di come Gaza sarebbe dovuta diventare.
Kushner, ragionando da immobiliarista, ha dichiarato in passato che le proprietà davanti al mare di Gaza «hanno un enorme valore», confermando i timori dei gazawi e della comunità internazionale.
Per quanto riguarda Blai...
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