La notizia nel [link url=https://www.tempi.it/fuorionda-airaudo-omosessualita-vendola-sindacati-ilva#.U3TrW1h_tQZ]fuorionda[/link] di Airaudo non riguarda l’omosessualità di Vendola, ma quel che dice sui sindacati dell’Ilva

In un fuorionda il deputato di Sel parla delle connivenze dei sindacati con l’Ilva. «A un certo punto l’alterità sindacale è stata totalmente acquistata, comprata a colpi di denaro, consenso, con infiltrazioni malavitose»

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Il video che trovate riprodotto qui sopra è stato da poco pubblicato sul sito di Repubblica. Il quotidiano on line lo titola così: «Airaudo fuorionda: “Nelle telefonate sull’Ilva elementi tipici dell’omosessualità di Vendola”». In verità, la notizia più interessante contenuta nel fuorionda non è questa, ma le parole che Airaudo utilizza per descrivere le connivenze dei sindacati con l’Ilva e del problema costituito dalla magistratura. Quelle sì che sono parole “pesanti”.

LE PAROLE SULL’OMOSESSUALITA’. Andiamo con ordine. Repubblica.it accompagna il video con questa didascalia: «Durante la registrazione del programma Taxi Populi, il deputato di Sel Giorgio Airaudo si lascia sfuggire alcune confidenze sul presidente del suo partito Nichi Vendola e sul premier Matteo Renzi. “Nella telefonata Vendola-Archinà – confida l’ex segretario nazionale della Fiom alla conduttrice Natascha Lusenti – c’è un elemento tipico di Nichi e anche tipico della sua omosessualità: la captatio benevolentiae”. E sull’attuale premier Matteo Renzi, il giudizio è molto duro: “E’ spregiudicatissimo. E’ un democristiano digitale, ha la capacità di cogliere l’attimo, è velocissimo. Ma è quasi solo quello. Io non gli girerei mai le spalle, non gli darei mai il portafoglio. E’ un delinquente politico”. Il programma andrà in onda domani su La3 alle 22.45».

palafiomIL PALAFIOM. Ascoltando per intero la registrazione, però, emergono anche altre considerazioni di Airaudo sull’Ilva. Queste: «La cosa che davvero a me ha colpito è che lui (Vendola, ndr) non avesse un canale diretto con Riva. Non so se è chiaro. Cioè che il presidente della Regione Puglia non parla con i sottopancia del merito. Il presidente della Regione Puglia chiama Riva e dice: “oh!”. Aggiungo che c’è un problema che riguarda la magistratura che noi in Italia non possiamo affrontare perché veniamo da Berlusconi. Cioè: qual è l’autonomia di un amministratore pubblico eletto su un caso come l’Ilva? Cioè, tu arrivi, l’Ilva ha iniziato a inquinare quando era ancora pubblica, hai un pescecane come Riva, che gliel’hanno regalata, che sta guadagnando al massimo, non hai tu chiara la dimensione… cioè il cral dell’Ilva è fatto di una tenuta che si chiama tenuta Vaccarella e che è gestita dai sindacati. Alla tenuta Vaccarella ci sono le barche a vela della Taranto bene ed è dei sindacati dell’Ilva. Il palazzetto dello sport dove si fanno gli spettacoli a Taranto si chiama PalaFiom, si chiama proprio così. Cioè lì c’era un elemento di… altro che Fiat di Valletta. C’è un elemento dove a un certo punto l’alterità sindacale è stata totalmente acquistata, comprata a colpi di denaro, consenso, con infiltrazioni malavitose. Il commissario che abbiamo mandato con Landini a commissariare la Fiom l’abbiamo dovuto far proteggere perché gli arrivavano le pallottole a casa. Cioè era una situazione terribile. Allora Vendola prova a intervenire in termini classici: ambiente, capitale e lavoro. Tutelare i lavoratori, iniziare a bonificare l’ambiente, trovare il compromesso col capitale. Eh, però, era fuori tempo massimo, fuori misura. Tant’è che lui, in privato, dice: se io non facevo niente, facevo finta di niente, il problema era l’Ilva, i sindacalisti, i lavoratori… Quindi lui ha una responsabilità per essersene occupato, poi in quella telefonata è un disastro. Lui non è un politico, lui è un poeta sociale. Nichi è un poeta sociale, non è un politico. Poi che la sinistra abbia bisogno di un poeta sociale perché non ha più politici… è un problema tutto nostro».

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