Friuli-Venezia Giulia al voto. Gabrielli (Pdl): «Alla crisi non si risponde con l’antipolitica di Grillo»

Tra due settimane il Friuli elegge presidente e Consiglio regionale. Il Pdl è di poco avanti sui grillini e il Pd.

Tra meno di due settimane, domenica 21 e lunedì 22 aprile, i cittadini del Friuli-Venezia Giulia si recheranno alle urne per eleggere il presidente e il Consiglio regionale. Oltre al presidente uscente del Pdl Renzo Tondo – sostenuto anche dalla lista civica Autonomia Responsabile, Lega Nord, Udc, la Destra e Pensionati – sono candidati: Debora Serracchiani del Pd, appoggiata da Sel, Idv, Slovenska Skupnost e dalla lista personale Cittadini per Debora Serracchiani Presidente, Saverio Galluccio del M5S e Franco Bandelli della lista indipendente Un’altra regione.

ESITO INCERTO. Gli ultimi sondaggi danno i primi tre partiti appaiati a pochi punti di distanza, con Tondo avanti di poco sul grillino Galluccio. Più staccata Serracchiani, fresca dell’endorsment delle ultime ore del sindaco di Firenze Matteo Renzi. L’esito delle elezioni è incerto, anche perché la legge elettorale non prevede il ballottaggio e la coalizione che guadagna la maggioranza relativa si aggiudica dunque almeno il 55 per cento dei seggi in Consiglio regionale.

CACCIA ALL’ULTIMO VOTO. «Sarà una partita che si giocherà fino all’ultimo voto» dichiara a tempi.it Marco Gabrielli (nella foto), medico cardiochirurgo all’Ospedale di Cattinara (Trieste) e impegnato in una campagna elettorale porta a porta come candidato per un posto in Consiglio nelle fila del Pdl. Una sfida non facile dal momento che quest’anno «i consiglieri sono stati ridotti da 59 a 49 per far risparmiare l’amministrazione regionale». Il taglio è stato voluto dal presidente uscente del Pdl ed è un esempio «della strada che abbiamo già intrapreso in questi ultimi cinque anni verso una maggiore autonomia nella gestione della Regione e nel reperimento dei fondi. Al contrario, Serracchiani ha lasciato intendere che, per aiutare le imprese, potrebbe rivolgersi a Roma».

DRAMMA IMPRESE. Si tratta di elezioni fondamentali per il Friuli-Venezia Giulia, regione che sta risentendo molto della crisi. «Faccio un esempio: rispetto ai 2.789 operai iscritti nel 2008 alle Casse edili, nel 2012 si è passati a 1.959 per un totale di 830 operai in meno in quattro anni» ha spiegato Gabrielli durante l’incontro “Liberare le imprese per la crescita ed il lavoro” con l’onorevole Raffaello Vignali. E sembra siano almeno 1.600 le imprese che «hanno deciso di spostare gli uffici in Austria o in Slovenia, dove, quando apri, lo Stato ti assegna una persona che si incarica di seguire tutti gli adempimenti burocratici e fiscali». Una situazione alla quale, secondo il candidato consigliere, «non si risponde con l’antipolitica di Grillo, ma sfruttando l’autonomia, anche fiscale, di cui gode la nostra Regione a statuto speciale riducendo la tassazione, prevedendo esenzioni ed incentivi e semplificando la burocrazia».