Francia. Chiusa moschea radicale: «L’imam chiedeva di pregare per i jihadisti del mondo intero»

L’imam della moschea di Torcy era anche un professore di matematica nella scuola statale e «incitava al jihad armato, presentando ebrei e cristiani infedeli come nemici da combattere»

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Il ministero dell’Interno francese ha annunciato martedì in un comunicato di aver chiuso una moschea a Torcy (Seine-et-Marne) che diffondeva «una ideologia radicale e incitava al jihad armato, chiedendo ai fedeli di pregare per i jihadisti del mondo intero». La sala di preghiera, gestita dall’associazione Raha, era guidata da un imam-professore di matematica in un liceo pubblico della città, lo Jean-Moulin, dove ora è stato sospeso.

L’imam Abdelabi Bouhnik «da anni si distingueva per preghiere apertamente ostili alle istituzioni, alle leggi della République, alla laicità ma anche agli occidentali, agli sciiti e agli ebrei, presentati come nemici da combattere». Insieme al suo vice, Mohammed Tlaghi consigliava «la violenza fisica e la lapidazione per le adultere», oltre che l’odio per ebrei e cristiani «infedeli».

Non solo. L’imam veicolava il verbo della sharia anche in classe, dove avrebbe impedito a degli studenti, un anno dopo la strage del Bataclan, di parlare e discutere dell’attentato. Di conseguenza, finì sotto ispezione del ministero dell’Educazione nazionale, che però incredibilmente «non rilevò tracce di proselitismo religioso» e radicalizzazione, nonostante Bouhnik cercasse di entrare nella vita personale delle ragazze e «influenzarle»

Dopo la serie di attentati del novembre 2015, la Francia ha iniziato a controllare più da vicino moschee, sale di preghiera e centri culturali islamici. Da allora ne ha già chiusi una ventina: la moschea di Torcy è la terza solo nel 2017. L’imam ha rilasciato poche dichiarazioni: «Non capisco, è ingiusto. Non avrei mai potuto immaginare accuse del genere. È un duro colpo. Non ha mai fatto nessuna delle cose di cui sono accusato».

Foto Ansa

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