Fondi alle scuole paritarie, 500 milioni bloccati dalla burocrazia

Ci sono 275 milioni che non possono essere liquidati perché intrappolati tra i ministeri dell’Istruzione e dell’Economia e altri 223 per cui manca il via libera della Conferenza Stato-Regioni.

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Cinquecento milioni di euro di fondi già destinati alle scuole paritarie sono tuttora ostaggio della burocrazia. Con grave disagio per gli istituti che non possono pagare gli stipendi del personale nei mesi estivi e programmare con serenità il futuro. E non è tutto: 80 di questi milioni potrebbero addirittura essere sottratti all’istruzione per pagare le spese dei politici. A denunciare il fatto sono la Federazione delle scuole materne paritarie (Fism) e la deputata del Pd Simonetta Rubinato.

IL FRENO DELLA BUROCRAZIA. Anzitutto c’è un intoppo burocratico nell’erogazione della prima tranche di finanziamenti statali (275 milioni di euro) alle paritarie per l’anno scolastico appena trascorso 2012/2013. I soldi, infatti, denuncia la Fism Veneto anch’essa toccata dal problema, sono da tre mesi già disponibili presso gli Uffici scolastici regionali, ma non sono stati accreditati alle scuole perché è cambiato il sistema di pagamento. Anche se, intanto, molti gestori hanno deciso di non pagare gli stipendi dei mesi estivi a docenti e personale tutto.
A spiegare come è cambiato il sistema di pagamento è Rubinato che in una nota scrive: «Il ritardo è dovuto all’avvio di una nuova modalità di liquidazione affidata al sistema telematico Sicoge gestito dal ministero dell’Economia, attraverso le Ragionerie territoriali, non compatibile con il sistema del ministero dell’Istruzione che ha effettuato il riparto tra le scuole». Con la poco lieta conseguenza che le scuole ancora non hanno visto un euro di quanto spetta loro per l’anno appena trascorso. Motivo per cui la parlamentare Pd sottoporrà immediatamente la questione ai ministeri coinvolti, a partire da quello dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza.

PRIMA I COSTI DELLA POLITICA. Ma c’è dell’altro. Come ricorda Luigi Morgano, segretario nazionale Fism, in un’intervista all’Avvenire, i contributi statali alle scuole paritarie (di cui le materne costituiscono la parte più consistente) «fanno riferimento a due diversi capitoli del bilancio del ministero dell’Istruzione». E mentre «a un capitolo fanno capo i 275 milioni bloccati da questo problema di compatibilità tra i sistemi in uso dal Miur e dal ministero dell’Economia», «altri 223 milioni di euro sono invece assegnati da un decreto congiunto degli stessi ministeri, che deve ottenere il via libera della Conferenza Stato-Regioni». Peccato però che il Miur a febbraio abbia «inviato la bozza del decreto all’Economia, che però non ha ancora risposto». Motivo per cui anche questi soldi non possono essere assegnati. E il totale fa cinquecento milioni.
Bene, sui 223 milioni che sono stati assegnati alle Regioni che a loro volta dovranno liquidarli alle scuole, inoltre, «è stato effettuato un accantonamento di 80 milioni», prosegue Morgano. «Se le Regioni riusciranno a risparmiare sui costi della politica, potranno ritornare nella disponibilità delle scuole paritarie«. Altrimenti? «Dovranno essere utilizzati per pagare le spese dei politici».

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