Fondazione don Gnocchi, sperimentazione sulla coscienza dei pazienti usciti dal coma

Il progetto della Fondazione don Gnocchi per indagare lo stato di coscienza delle persone con gravi lesioni celebrali. Perché la mente non muore anche se il corpo è costretto al silenzio

Non vedono, non parlano, spesso non sono in grado di segnalare a nessuno che cosa accade nella loro mente. Eppure non basta questo a sancire che in quelle menti, rapite al mondo da traumi o gravi lesioni, c’è il vuoto assoluto. Anzi. Il tema dello stato di coscienza delle persone con profonde lesioni neurologiche è diventato tristemente popolare da quando si discute di fine vita e testamento biologico, ma c’è chi, in quei meandri misteriosi della mente, si muove da tempo, confortato dall’esperienza decennale dell’assistenza a persone con questo tipo di patologie. È quanto fa la Fondazione don Gnocchi, che ora sta lanciando una raccolta fondi per sostenere l’acquisto di macchinari necessari proprio per indagare il livello di coscienza delle persone con gravi lesioni cerebrali.

APRIRE LA SCATOLA NERA DEL CERVELLO. All’Istituto “Palazzolo” di Milano della Fondazione Don Gnocchi è infatti in atto una sperimentazione su persone con gravi cerebrolesioni per valutare le loro effettive potenzialità di recupero misurando la comunicazione interna al cervello, condizione necessaria affinché la coscienza possa emergere. Ciò è possibile grazie a un innovativo strumento denominato TMS/EEG, che, combinando stimolazione magnetica transcranica ed elettroencefalogramma, misura in maniera non invasiva il dialogo interno al cervello di pazienti usciti dal coma. I risultati del lavoro avranno importanti ricadute in campo clinico, dato che la distinzione tra pazienti in stato vegetativo e pazienti che possono invece recuperare un livello minimo di coscienza è così difficile da portare un errore diagnostico anche nel 40 per cento dei casi.

COME SOSTENERE IL PROGETTO. Per sostenere l’acquisto del nuovo strumento diagnostico innovativo, la Fondazione Don Gnocchi avvia una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi con SMS solidale: dal 24 febbraio al 17 marzo 2013 si possono donare 2 euro inviando un SMS al 45507 oppure fino a 5 euro con una chiamata da rete fissa. Il ricavato servirà all’acquisto dei macchinari necessari e alla formazione di personale medico specializzato

DAI MUTILATINI IN POI . Istituita alla fine della seconda guerra mondiale da don Carlo Gnocchi – oggi Beato per assicurare cura, riabilitazione e integrazione sociale ai mutilatini, la Fondazione ha progressivamente ampliato nel tempo il proprio raggio d’azione. Oggi continua ad occuparsi di bambini e ragazzi portatori di handicap, affetti da complesse patologie acquisite e congenite; di pazienti di ogni età che necessitano di interventi riabilitativi neuromotori, cardiorespiratori e oncologici; di persone affette da sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica (SLA) o altre gravi patologie invalidanti; di anziani non autosufficienti (Alzheimer, Parkinson e altre demenze senili); di malati oncologici terminali e pazienti con gravi cerebrolesioni o in stato vegetativo prolungato.