Dopo il voto in Toscana sul suicidio assistito, dobbiamo aspettarci altre forzature per costringere il Parlamento a fare una legge. È la solita strategia dei radicali. Ma così non saremo più liberi, ma meno
(foto Ansa)
Pare che il governo impugnerà la legge regionale toscana sul suicidio assistito. La motivazione è presto detta: non è competenza delle Regioni legiferare su tale materia (è ciò che, già nel caso veneto, aveva sostenuto l'avvocatura di Stato ed è il cuore del ricorso presentato in Emilia-Romagna).
Il governatore toscano Eugenio Giani ha fatto il finto tonto. Prima del voto - anche per evitare rimostranze tra i suoi consiglieri più moderati e obbedire alle direttive di Elly Schlein - ha presentato il testo come «semplice attuazione sul piano amministrativo di quello che ci dice la sentenza della Corte costituzionale»; poi, ha ribadito di non volere trasformare la Toscana nelle "Svizzera d'Italia".
È chiaramente un imbroglio, qui si gioca con le parole. Come con le parole giocano Riccardo Magi di +Europa che ha parlato di «diritto al suicidio già sancito dalla Corte costituzionale» (non è vero) e molti esponenti della sinistra e i grillini che rimproverano il parlamento di non aver fatt...
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