Fecondazione eterologa, Valiante e Fioroni (Pd) presentano proposta di legge

«Alle coppie che accedono alla tecnica di fecondazione eterologa ed alle strutture sanitarie che la praticano è fatto divieto di ogni forma di selezione eugenetica»

Eterologa gratuita e volontaria, ma consentita solo a donne che non abbiano superato i 35 anni e agli uomini under 40. E poi: un registro nazionale dei donatori, la possibilità per i figli di conoscere l’identità del padre biologico una volta compiuti i 18 anni; un anno di prigione a chi non ricorre ai donatori iscritti nel Registro. Sono i punti chiave della proposta di legge depositata alla Camera da Giuseppe Fioroni (Pd) e sottoscritta anche da Gian Luigi Gigli (Per l’Italia) e da Simone Valiante (Pd). Una pdl, viene spiegato, che serve a «dare una risposta chiara alla tutela della salute, alla sicurezza della tecnica ed ai diritti dei figli».

«Anche l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo – si legge nella proposta di Fioroni, Valiante e Gigli – è consentito esclusivamente nei limiti prefissi dall’art.5 della legge 40/2004. Ulteriori procedure e tecniche sono previste nell’ambito delle linee guida di cui all’articolo 7 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, e successive modificazioni, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. La PMA eterologa è consentita anche ricorrendo all’uso di gameti femminili o di embrioni soprannumerari resi disponibili da coppie che abbiano precedentemente fatto ricorso alla PMA omologa».
La proposta dei centristi della maggioranza renziana prosegue chiarendo che «ai genitori del bambino nato da PMA eterologa non è consentito il disconoscimento del figlio anche in caso di separazione o divorzio» e, ancora, indicando le sanzioni: «La violazione degli adempimenti previsti dal presente comma costituisce reato ed è punita con l’arresto da 3 mesi ad 1 anno e con l’ammenda da € 5.000 a € 50.000».

Ma c’è di più. Valiante, Fioroni e Gigli indicano anche altri importanti limiti alla logica della provetta. «Al nato da fecondazione eterologa – si legge nella proposta di legge – qualora lo richieda al raggiungimento della maggiore età non si può opporre nessun rifiuto per conoscere l’identità del padre biologico. Con apposito decreto del Ministro della Salute saranno stabilite le modalità con cui il nato da fecondazione eterologa può interrogare il registro nazionale al fine di evitare matrimonio tra consanguinei». E poi: «Alle coppie che accedono alla tecnica di fecondazione eterologa ed alle strutture sanitarie che la praticano è fatto divieto di ogni forma di selezione eugenetica. Con apposito decreto del Ministro della Salute saranno definite le modalità di consenso informato per l’utilizzo dei gameti maschili e femminili oggetto di ogni specifica donazione e le sanzioni per chi non rispetta quanto previsto nel presente comma». Infine: «Gli embrioni soprannumerari, prodotti nel corso della fecondazione eterologa, possono essere utilizzati dalla coppia che ha avuto già un figlio tramite fecondazione eterologa e che intenda sottoporsi nuovamente a tale pratica utilizzando gli embrioni già ottenuti dalle cellule riproduttive del medesimo donatore. È fatto divieto di ogni altra utilizzazione degli embrioni soprannumerari e con apposito decreto del Ministro della Salute saranno definite le sanzioni per chi non rispetta il divieto».