Farsi delle signore ferie a spese della Nike

Stanco di girare pubblicità per il Nike FuelBand (il bracciale che “monitora” l’attività fisica), il regista Casey Neistat ha deciso di scialacquare il budget del terzo spot scorrazzando per il mondo con un amico.

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Stanco di girare pubblicità per il Nike FuelBand (il bracciale che “monitora” l’attività fisica), il regista Casey Neistat ha deciso di scialacquare il budget del terzo spot scorrazzando per il mondo con un amico. È andato nella giungla, nel deserto, a Parigi, al mare, in Egitto eccetera. Se l’è spassata alla grande. Si è però portato dietro la telecamera, ha filmato la pacchia di dieci giorni, ci ha aggiunto un’immagine del prodotto, et voilà. Ecco lo spot. Il bello è che all’azienda è piaciuto, e in internet è stato un bagno di clic.

TRUCCO. Fingere colpi di genio per togliersi uno sfizio a spese del capo? Noi giornalisti siamo maestri in questo. C’è la iena che se ne va a escort con la scusa di “raccontare la notte”. C’è l’inviato che si fa una settimana alle Galapagos alla ricerca di un inutile rettile forse già estinto. C’è quello che gira per gelaterie a caccia di scontrini mancati. Chissà perché, su certi temi siamo sempre pronti a vivere le cose in prima persona per raccontarle a dovere… Bè, sappiate che dopo la Nike a Casey Neistat è toccato il confetto Falqui.

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