Il bazar di Teheran che buttò giù lo Scià nel 1979, il potere della Guardia rivoluzionaria, l'appoggio dell'Iran ai tagliagole di Hamas, le sanzioni che servono per colpire i fondamentalisti. Rassegna ragionata dal web
Membri della comunità iraniana in Israele manifestano a Holon contro il regime di Teheran (foto Ansa)
Su Formiche Luciano Bozzo scrive:
Al fallito tentativo dello Scià di ricostruire un’identità imperiale persiana, preislamica, si sostituì una comunque originale versione nazionale di regime para-teocratico, anticomunista e antioccidentale. E oggi? Stando a immagini, documenti e testimonianze le proteste sono diffuse, intense e violente, condivise dal “bazar”, coinvolgono centri urbani minori e tutte le 31 regioni del Paese, dunque etnie diverse, giovani e meno giovani. Non mancano segni di sfaldamento del regime, in particolare le voci di fughe dal Paese di patrimoni e persone. Il fattore propulsivo della protesta è certamente la crisi economica e la radicale perdita di potere d’acquisto della moneta. Le umiliazioni militari subite ad opera di Israele, dirette e indirette (a Gaza, in Siria e Libano), quanto avvenuto in Venezuela – altro fallimento strategico per Teheran – e la crescente pressione americana, anche al confine iracheno, sono stati e sono altrettanti “game changers”. Bas...
Contenuto riservato agli abbonati Digitale e Full
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo