Le famiglie degli “Uomini di Dio” attaccano Hollande: «Non puoi disinteressarti del loro omicidio»

Secondo le ultime indagini dietro alla morte dei monaci di Tibhirine potrebbero esserci le autorità algerine. Le famiglie chiedono a Hollande di fare pressioni sul paese africano

A 17 anni dall’assassinio degli “Uomini di Dio“, i sette monaci francesi di Tibhirine, Algeria, rapiti nella primavera del 1996 da terroristi islamici, non è ancora stata fatta luce sulla loro sorte. Le loro teste sono state trovate due mesi dopo il rapimento ma ci sono forti dubbi sul mandante dell’assassinio. Le autorità algerine non hanno mai compiuto l’autopsia sulle teste dei monaci e per questo martedì scorso le famiglie dei religiosi hanno fatto un appello a Francois Hollande perché si impegni per sbloccare la situazione.

«OSTRUZIONISMO IN ALGERIA». «Le autorità algerine – si legge nella lettera – non hanno mai fatto niente per fare luce sull’assassinio. È quindi diventato indispensabile, per continuare a fare progressi nella ricerca della verità, compiere diversi atti in Algeria: sia interrogatori che l’autopsia sulle teste dei monaci». Secondo le famiglie «non è accettabile che continui la resistenza delle autorità algerine a collaborare con la giustizia francese».

LE PROMESSE DI HOLLANDE. Secondo le ultime indagini, sembra che siano state proprio le autorità algerine ad aver incaricato gli estremisti islamici di rapire i monaci. Un soldato dell’esercito africano ha anche affermato di aver trovato i loro corpi, che tutti ritengono svaniti nel nulla, crivellati di colpi di arma da fuoco. Ma l’Algeria non ha mai volto verificare questi fatti. Nel 2012 Hollande ha incontrato il suo omonimo algerino Bouteflika e ha dichiarato: «Il presidente mi ha assicurato di avere dato tutte le istruzioni perché si arrivi fino in fondo nelle indagini. Veglierò personalmente che la cooperazione promessa si sviluppi». Nonostante le parole di Hollande, niente si è mosso realmente, e le parole del presidente algerino non bastano a confortare le famiglie se confrontate con altre sue dichiarazioni come questa: «Non è sempre bene sapere immediatamente tutta la verità».

ACCUSA DELLE FAMIGLIE. Ecco perché le famiglie dei monaci uccisi hanno deciso di scrivere di nuovo a Hollande: «La Francia non può disinteressarsi della sorte tragica toccata a sette dei suoi cittadini, la cui vita esemplare ha fatto onore a tutta l’umanità». Critica neanche troppo velata a Hollande, che ora dovrà muoversi per rispondere alla richiesta di «intervenire con urgenza per sbloccare la situazione».