Ppe e destra contro l’impostazione ideologica-tecnocratica delle misure decise a Bruxelles per il clima, il nodo della neutralità tecnologica, il cambio di linea della Von der Leyen. Rassegna ragionata dal web
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con la premier italiana Giorgia Meloni (foto Ansa)
Su Euronews Simone De La Feld scrive: «Al vertice dei leader concluso ieri (23 ottobre) in tarda serata, il dibattito sugli obiettivi climatici e sull’agenda green dell’Ue è stato decisamente acceso. La premier italiana Giorgia Meloni, prima di partire per Bruxelles, aveva avvertito che non avrebbe sostenuto il target se non accompagnato da un “cambio di approccio”, il suo omologo polacco Donald Tusk, al suo arrivo, ha affermato che “le politiche climatiche troppo ambiziose sono un errore e servono come carburante per gli estremisti”. Alla vigilia del summit, Von der Leyen – che a luglio ha presentato la modifica alla legge sul clima che fisserebbe il traguardo della riduzione delle emissioni del 90 per cento per il 2040 rispetto ai livelli del 1990 – aveva pregato in una lettera alle capitali di tenere conto delle flessibilità previste nella proposta prima di farla saltare.In conferenza stampa a margine dei lavori, la leader Ue è parsa soddisfatta: “Per noi era importante il percorso ...
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