“Emilia e i suoi ragazzi” tra i finalisti del premio Beato Contardo Ferrini

L’opera, edita da Tempi-Lindau, che racconta la storia del Centro In-Presa di Carate Brianza, selezionata tra la cinquina cui verrà assegnato il premio ad ottobre. «Emilia Vergani, adepta di un’opera e di un esempio fondamentale come Il rischio educativo di don Giussani, partiva sempre dalla realtà concreta»

Il libro Emilia e i suoi ragazzi di Emanuele Boffi (edizioni Lindau-Tempi) è stato selezionato nella cinquina dei finalisti per l’assegnazione del premio letterario Città di Verbania “Beato Contardo Ferrini”.

La seconda edizione della competizione ha come tema “Coscienza cristiana e impegno educativo per i giovani nella società di oggi” e il libro dedicato all’opera In-Presa di Carate Brianza è stato selezionato tra i cinque da cui uscirà il vincitore (premiazione ad ottobre).

La giuria – composta dal presidente poeta Plinio Perilli, padre Riccardo Gallina, Luca Ariola, Saverio Gaeta e Marco Invernizzi – ha così presentato l’opera: «Un libro che nasce dall’opera civile della fede: cioè dalla risorsa preziosa del confronto, dell’esperienza vissuta, dell’esempio. Dalla passione educativa di Emilia Vergani (1949-2000), “operaia di carità”, è nato nel 1997 il Centro In-Presa, dove attraverso il lavoro si cerca di indicare ai giovani una strada per scoprire che la vita ha un senso e che la realtà è positiva».

«Sul filo dei ricordi – continua – di chi quell’esperienza ha condiviso, e del diario inesausto di Emilia, Boffi costruisce un resoconto di dolcissima fragranza spirituale – ma anche di fermissima adesione e dedizione alla solidarietà e alla responsabilità (perfino dell’Altro) vissuti e incarnati come valori assoluti, commoventi e commossi d’umanità. (Commuovere da “cum” e “moveo, movere”, muovo con, muovo insieme). L’educazione come Credo ideale e testimonianza concreta… Scriveva Emilia parlando del ragazzo, di ogni Ragazzo da aiutare a crescere, a imparare: “La prima condizione perché sia possibile questo cammino è che ci sia qualcuno che si metta davanti a lui e dica: ‘Tu vieni dietro a me’. Chi educa è la persona che offre questa sfida”. Ed Emilia Vergani, adepta di un’opera e di un esempio fondamentale come Il rischio educativo di don Giussani, partiva sempre anche lei dalla realtà concreta, racconta nell’intervista finale il patriarca di Venezia, Angelo Scola, “per arrivare però a raggiungere il senso profondo di cosa vuol dire amare, lavorare, edificare”».

Gli altri finalisti sono: “La Coscienza – Istruzioni per l’uso” del teologo tedesco Eberhard Schockenhoff e della docente di Scienze politiche a Bonn Christine Florin edito dalla Queriniana. “Liberi in carcere – L’incontro nell’incontro“, conversazioni dal Bassone di Como di Patrizia Colombo, Itaca Libri. “Amor che move il sole e l’altre stelle – L’uomo, l’amore, l’infinito” che chiude la trilogia di Giovanni Fighera dopo i volumi su felicità e bellezza. Il libro è delle edizioni Ares.
Antonio Rosmini – Ragione e libertà“, scritto da Maurizio De Bortoli per edizioni Ares ripercorre la figura del beato che operò a Domodossola e Stresa e che cercò di coniugare fede e ragione.

La giuria ha ritenuto degni di segnalazione tra le opere pervenute anche Vivi di Fabio Cavallari, Torniamo a casa di Silvio Cattarina, La promessa di Giorgia Coppari e Voci dall’aula di Matteo Lusso. La proclamazione del podio del premio Ferrini avverrà a Verbania il 15 ottobre, tra gli ospiti annunciati lo psichiatra Alessandro Meluzzi e il vaticanista della Stampa Andrea Tornielli.