Chi oserà mai una campagna mediatica su scuola libera ed emergenza carceri?

Le scuole paritarie fanno risparmiare lo Stato, eppure molti genitori continuano a pagare doppie tasse. Le carceri traboccano, eppure non si trovano risposte anche solo palliative all’illegalità vigente

Mentre infuria con ostinazione e petulanza la campagna ideologica sulle unioni civili, scuola non statale e carceri statali restano corpi estranei a ogni campagna mediatica e decreto del fare. Eppure, l’Ocse conferma che le scuole paritarie sono un ottimo risparmio per lo Stato italiano. Che spende 6.882,78 euro per ogni suo alunno contro i 500 che spende per ogni studente di paritaria. Se lo Stato prendese in carico il milione e 41 mila iscritti nelle paritarie, dovrebbe sborsare altri 6 miliardi e 644 milioni per garantire l’istruzione.

Non solo, genitori che pagano doppie tasse, sia alla scuola statale, sia alla paritaria, non trovano nessun costituzionalista che spieghi dove stia l’uguaglianza dei cittadini davanti allo Stato. Al sommo dell’ipocrisia, nessuno, tranne gli autori, ricorda che la legge dichiara “scuola pubblica” non le scuole statali, ma “il sistema di scuole statali e scuole paritarie”. Cosa ha da dire in proposito il governo Letta ancora non si sa. Si sa soltanto di un sottosegretario, il bravo Gabriele Toccafondi, che sta facendo i salti mortali per arginare una serie di provvedimenti che, dall’aumento Iva dal 4 al 10 per cento al taglio delle già miserabili provvidenze, metterebbero a rischio di chiusura gran parte delle paritarie italiane.

Analogo approccio sulle carceri. Il sistema è considerato fuori legge dall’Europa, e nemmeno la buona volontà del ministro Cancellieri ha trovato risposte anche solo palliative all’illegalità vigente. Ecco cosa manca alla retorica che riempie bocche e giornali di attenzione agli ultimi e piagnisteo sui giovani: manca il coraggio di un impegno civile che non sia solo nel solco del proprio, piccolo o grande che sia, sporco potere.