Emergenza carceri. Cancellieri ha un piano che prevede più celle, meno detenuti e vero reinserimento

Un decreto per fare entrare meno persone e mandarle a casa prima. Più posti nei penitenziari. Misure alternative e depenalizzazioni. Il “piano carceri” del guardasigilli

65.891 detenuti, di cui 20 mila in eccesso rispetto alla capienza massima ufficiale. Oltre 24 di loro (24.697, per l’esattezza) si trovano in quell’inferno in via precauzionale, in attesa di processo, mentre i condannati sono 40.118 e 1.176 gli internati. Circa un prigioniero su tre è straniero. È questo il quadro tremendo dell’emergenza carceri fornito una ventina di giorni fa al Senato dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri.

SISTEMA ILLEGALE. Ed è la disumanità di questo illegalissimo “mondo a parte” ad avere attirato all’Italia i rimproveri e le sanzioni dell’Europa. Così – mentre il Parlamento attende di discutere il provvedimento dell’ex ministro Paola Severino (in aula dal 24 giugno) che mira a rinforzare il ricorso alle misure alternative alla galera per i reati con pene inferiori ai quattro anni – proprio a partire dai richiami di Bruxelles e Strasburgo il guardasigilli ha messo a punto un “piano carceri” per trovare «entro il 2015 almeno 12 mila nuovi posti per i reclusi», come informa oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera.

A CASA SEI MESI PRIMA. Innanzitutto, anticipa il Corriere, è in arrivo un decreto che il Consiglio dei ministri dovrà esaminare «entro la fine del mese», quando l’arrivo dell’estate comincerà a rendere anche peggiore una situazione già devastante. L’obiettivo del provviedimento è «evitare il meccanismo delle cosiddette “porte girevoli” con i detenuti che entrano ed escono e, dicono gli esperti, determinano una presenza media in cella di 20 mila persone per soli tre giorni». In sostanza si tratta di rendere obbligatorie almeno «per i reati minori che non destano allarme sociale» le misure alternative alla prigione: detenzione domiciliare o affidamento in prova. «Per chi invece attende di uscire – spiega Sarzanini – la scelta è portare da 12 a 18 mesi il residuo pena che i condannati in via definitiva potranno scontare a casa». In questo modo il ministero conta di liberare migliaia di posti già nei primi mesi dall’entrata in vigore della misura.

NUOVI ISTITUTI IN ARRIVO. Inoltre il ministro Cancellieri secondo il Corriere della Sera sta valutando anche la possibilità di riaprire strutture finite in disuso come il penitenziario di Pianosa (500 posti). Riapertura che si andrebbe ad aggiungere alle inaugurazioni previste per i prossimi mesi: tra due settimane il nuovo carcere di Reggio Calabria (318 detenuti), a metà luglio quello di Sassari (465) ed entro la fine dell’anno Biella (200), Pavia (300), Ariano Irpino (300) e Piacenza (200).

DEPENALIZZAZIONI E MISURE ALTERNATIVE. Naturalmente, però, la soluzione di questa “prepotente urgenza”, come l’ha chiamata il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non passa solo attraverso la creazione di nuovi posti e i provvedimenti d’urgenza. Servono misure specifiche che secondo Sarzanini sarebbero già «allo studio di due commissioni appena costituite. Una, guidata dal professor Francesco Palazzo, ordinario di diritto penale presso l’Università di Firenze, dovrà mettere a punto le modifiche alla legge in tema di depenalizzazione. L’altra, affidata a Glauco Giostra, componente laico del Csm, si concentrerà invece sulle misure alternative».