La posizione incomprensibile della leader del Pd su Trump, Russia e Ucraina, l’idea suicida di accodarsi alla Cgil di Landini, l’europeismo senza pensiero dei “progressisti”. Rassegna ragionata dal web
La segretaria del Pd Elly Schlein sabato 15 marzo in piazza del Popolo a Roma per la manifestazione “Una piazza per l’Europa” promossa da Michele Serra e Repubblica (foto Ansa)
Su Dagospia si scrive: «Elly Schlein si ritrova nella paradossale situazione di poter distruggere il Partito democratico senza colpo ferire. La sua posizione anti-Eu sull’Ucraina (“non siamo con Trump e il finto pacifismo e non saremo con l’Europa per continuare la guerra”) ha imbufalito mezzo Pd e moltissimi iscritti e elettori, eppure pochissimi levano un fiato per dirle: “Ma che cazzo stai a fa’?”».
La Schlein è un’espressione, quasi spontanea per mancanza di cultura politica, delle difficoltà che vive la sinistra in tutte le liberaldemocrazie occidentali, all’interno delle quali deve cercare una sintesi tra i sentimenti morali (la base per la loro ricerca di una giustizia sociale) dei ceti popolari e gli orientamenti tra libertari e nichilistici di settori della borghesia progressista (e dei suoi figli), e il tutto in una realtà globale molto disordinata. La difficoltà di questa sintesi si avverte anche in politici di spessore e responsabili come il laburista Keir Starmer o la soci...
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