Egitto, musulmani assaltano una chiesa: la polizia interviene e arresta i cristiani

È accaduto sabato nel villaggio di Al-Shuqaf (provincia di Beheira), dove gli estremisti islamici vogliono impedire ai copti di avere un luogo di culto.

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Cristiani ancora sotto attacco in Egitto da parte degli estremisti islamici. Sabato la chiesa di San Marco del villaggio di Al-Shuqaf, nella provincia di Beheira, è stata presa d’assalto, così come le case dei copti, mentre la macchina del sacerdote è stata danneggiata e una moto data alle fiamme. Sette cristiani sono rimasti feriti nell’attacco degli islamisti, nell’indifferenza della polizia, che una volta arrivata sul posto ha arrestato 11 musulmani e nove cristiani.
Un testimone oculare ha rivelato ad Al-Watani che pochi mesi fa i musulmani del villaggio hanno cominciato la costruzione di una moschea proprio di fianco alla chiesa. Sabato pomeriggio, centinaia di estremisti hanno cominciato a gridare slogan contro i cristiani e dagli altoparlanti della moschea l’imam ha chiamato a raccolta gli abitanti per attaccare la chiesa.
Nove cristiani, spiega la comunità locale, sono stati arrestati per un motivo ben preciso: una pratica comune nella provincia egiziana (dove lo Stato è assente) è obbligare i copti a firmare una “conciliazione” con i musulmani, in modo tale che nessuna denuncia formale venga sporta. La polizia, quasi sempre d’accordo con la popolazione musulmana, ha arrestato i cristiani perché venisse proposta la seguente conciliazione: il rilascio dei cristiani in cambio delle mancate denunce verso i musulmani. Come già avvenuto in passato, in casi simili, i copti sono stati costretti a firmare l’accordo.
La chiesa di San Marco del villaggio di Al-Shuqaf è una delle oltre tremila che il governo egiziano ha promesso di riconoscere legalmente dopo aver approvato nel 2016 una legge ad hoc sulla costruzione delle chiese. Prima, infatti, anche solo per restaurare un edificio di culto era necessaria l’autorizzazione personale del presidente della Repubblica, che raramente arrivava. Ora il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha lanciato una moratoria per riconoscere tutte le chiese che negli ultimi decenni, anche in assenza di permessi, sono state costruite dalle comunità cristiane. Spesso, però, i musulmani si oppongono e cercano di impedire che ai cristiani (10 per cento della popolazione) venga riconosciuta la libertà di culto.

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